Kabul – Arriverà domani a Roma la salma di Michele Silvestri, il sergente di 33 anni ucciso ieri a colpi di mortaio in Afghanistan in seguito a un attacco talebano alla base italiana Ice, in Gulistan, nel settore Sud- Est dell’ area di responsabilità italiana, assegnata alla Task Force South-East, su base del 1 Reggimento Bersaglieri. Non era la sua prima volta all’estero: si trattava infatti della sua sesta missione tra Afghanistan, Kosovo e Iraq. Dopo i funerali alle 18 nella Chiesa Santa Maria degli Angeli di Roma, il corpo verrà poi portato a Monte di Procida, la sua città natale, dove viveva con la moglie e il figlio di otto anni. Il bambino verrà assistito dall’organizzazione di assistenza per gli orfani e i caduti in servizio e, assicura il generale Guido Landriani, a capo dell’Esercito Campano, “lo porteremo fino alla laurea per assicurargli il migliore futuro possibile”. “Credo che il piccolo – ha aggiunto il generale – stia metabolizzando quanto accaduto. Molto prostrati ho trovato la madre e il padre del sergente, un dolore che dimostra quanto fosse unita la famiglia, sia con i fratelli, con i cognati. Sono tutti molto addolorati”. Oltre al dolore per la perdita del giovane militare, c’è apprensione per i cinque feriti, in particolare per Monica Graziana Contrafatto, la soldatessa di 31 anni originaria di Gela che era alla sua seconda esperienza all’estero, le cui condizioni iniziano a migliorare. La giovane donna, che non è più in pericolo di vita, è stata trasferita nell’ospedale americano di Ramstein, in Germania. (9colonne)
