Ferma condanna “all’ assoluta mancanza di attenzione verso le comunità italiane all’ estero”, e invito a “riconsiderare le scelte politiche fin qui operate”, è stata espressa dal Comitato esecutivo dell’ Unaie (Unione nazionale associazioni di immigrazione ed emigrazione) riunito a Roma. Il mondo dell’ associazionismo lancia quindi un appello a tutte le comunità affinché “vengano rafforzate le forme di aggregazione e autorganizzazione”, rilanciando l’ invito al nuovo governo “affinché inverta il segno delle politiche fin qui attuate, a partire dall’ Imu sulla casa posseduta in Italia dagli italiani residenti all’ estero. Invito che l’ Unaie intende portare nella Conferenza Stato-Regioni affinché, nella chiarezza delle competenze, si possa riprendere il filo delle politiche dell’ emigrazione”. Il Comitato esecutivo dell’ Unaie si è poi soffermato ampiamente sulla situazione finanziaria del bilancio Mae, con i suoi risvolti per le comunità all’ estero, e sulla legge per la stabilizzazione del Museo Nazionale dell’ Emigrazione, illustrata nella relazione introduttiva dal presidente dell’ Unaie, il deputato Franco Narducci. Le oltre trenta associazioni aderenti all’ Unaie hanno registrato attraverso la propria rete all’ estero “gli effetti negativi prodotti dalla drastica e progressiva diminuzione dei pochi finanziamenti destinati all’ emigrazione, a partire dal 2008 e senza soluzione di continuità fino al 2012, nonostante che nello stesso periodo i cittadini italiani iscritti all’ Aire (l’ anagrafe degli italiani all’ estero, ndr) siano aumentati di circa il 40% del totale”. Tagli che si ripercuotono sui servizi consolari, sull’ assistenza diretta ai cittadini indigenti, sull’ insegnamento della lingua italiana e sulle pensioni all’ estero, denuncia l’ Unaie. “Unanime sdegno – si legge nella nota dell’ Unaie – è stato espresso anche per il mancato rinnovo degli organismi di rappresentanza di base, i Comites; a tre anni dalla decisione incomprensibile di rinviare le elezioni, non è ancora certo se entro la fine di quest’ anno si procederà al loro rinnovo organizzando per tempo le operazioni elettorali. Come se non bastasse, anche il voto all’ estero, giunto dopo una battaglia cinquantennale, è messo in discussione”. (Cle 29 – mar)
