(2 apr) “In realtà qui non faccio niente di speciale ma sono molto contenta”. Chiara Barbirato ha 28 anni ed è di Treviso. In tasca ha una laurea in Istituzioni e politiche dei diritti umani e della pace, conseguita all’Università di Padova nell’aprile del 2011. Finiti gli studi universitari, colpa della crisi e complice un fidanzato a Madrid, ha deciso di lasciare l’Italia per andare in Spagna: “In Italia – racconta – non avevo nessuna prospettiva lavorativa concreta. Non avendo niente da perdere ho deciso di lasciare tutto e provare a costruirmi una vita qui”. Coraggiosa e intraprendente, curiosa e dinamica, con la voglia di conoscere e imparare ma soprattutto di lavorare, Chiara si è data subito da fare: “Ho da subito cercato lavoro in attività commerciali in modo da poter migliorare la lingua, integrarmi nella città e risparmiare un po’ di soldi. Le offerte non mancavano ma le condizioni lavorative erano sconfortanti anche per colpa della crisi che ha notoriamente colpito la Spagna. Dopo due mesi però sono riuscita a trovare un impiego che potesse combinare un orario di lavoro e un salario soddisfacenti. Oggi lavoro in una gelateria italiana in cui sono dipendente con un contratto a tempo indeterminato. Certo non risponde alla mia formazione però mi ha permesso di raggiungere velocemente un’autonomia economica e di trovare il mio spazio in una città che mi ha accolto benissimo da subito”. A Madrid, infatti, Chiara dice di vivere bene: “E’ una capitale europea ma decisamente a misura d’uomo dove gli affitti non sono esagerati, i trasporti funzionano benissimo e l’ospitalità è straordinaria. E una città molto viva e attiva, piena di offerte culturali e di svago. Non mancano nemmeno gli aiuti per i giovani da parte dello Stato – sottolinea la giovane gelataia – a me ad esempio è stata concessa la ‘renta basica de emancipaciòn’ che consiste in un aiuto economico di circa 200 euro per il pagamento dell’affitto. Se invece fossi rimasta in Italia – aggiunge – sicuramente starei ancora vivendo in famiglia. Penso che molti giovani cerchino fortuna all’estero perché in Italia non ci sono le condizioni per favorire lo sviluppo professionale ed individuale dei giovani. Spesso troviamo più motivazioni mettendoci in discussione e andando all’estero: magari facciamo anche dei lavori meno qualificati ma almeno siamo orgogliosi di noi stessi, perché siamo riusciti da soli a crearci il nostro futuro”. Chiara non pensa almeno per il momento di tornare in Italia ma ammette che “non è escluso che possa succedere in futuro”: “Ora vivo da cittadina del mondo e non mi spaventa continuare a vedere posti nuovi”.(Gil)
