(4 apr) “Mi sono laureato a Padova in Ingegneria delle Telecomunicazioni. Ero uno studente abbastanza pigro così, per dare una svolta e trovare nuovi stimoli, ho deciso di finire gli studi all’estero. Oggi lavoro per l’Imdea, istituto madrileno di studi avanzati dell’Università Autonoma di Madrid”. Fabio Giust fa parte della generazione dei giovani “cervelli in fuga” ma è soddisfatto della scelta che ha fatto “per cambiare la mia vita e crearmi un futuro migliore”. Oggi, dopo due anni lontano da casa, racconta così come è iniziata la sua avventura all’estero: “Nel mio ambito è abbastanza frequente cercare prospettive fuori dall’Italia e così ho partecipato al progetto ‘Erasmus placement’: una borsa di studio per svolgere tirocinio all’estero. Sono stato molto felice di quell’esperienza, ho passato sei mesi presso Alcatel-Lucent a Parigi, dove ho perfezionato la mia formazione, e soprattutto, ho creato i contatti per il futuro. Infatti, una volta laureato, sono stato chiamato dall’istituto di ricerca Imdea Networks di Madrid per lavorare a un progetto europeo che vede coinvolti vari partner industriali (tra cui appunto Alcatel-Lucent) e accademici (tra cui l’Università Carlos III di Madrid, dove frequento un programma di dottorato). Sono due anni che vivo fuori dall’Italia – continua il giovane studente veneto – 6 mesi in Francia e 18 in Spagna, e il mio lavoro attuale si divide tra assistente alla ricerca all’Istituto Imdea e dottorando all’Università Carlos III. Sono felice del mio lavoro perché posso dedicarmi a ciò che mi piace e per cui ho studiato, e perché è un mestiere con una spiccata impronta internazionale. Infatti, – continua soddisfatto – ho già partecipato ad eventi e conferenze in varie parti del mondo, per presentare le mie ricerche e i risultati. Chiunque frequenti un programma di dottorato sa che si lavora sodo ma che alla fine le soddisfazioni sono enormi, tra cui proprio la possibilità di vivere e misurarsi a livello internazionale”. Anche Fabio all’estero ha incontrato molti colleghi e connazionali: “In Spagna ho trovato tantissimi connazionali. Tanti sono colleghi che frequento abitualmente. Tanti altri sono, invece, giovani e meno giovani che hanno scelto la Spagna per crearsi una vita”. Per Fabio ci sono state poche difficoltà di integrazione: “La Spagna è una meta favorita, per la vicinanza culturale e geografica, dove integrarsi costa pochissimo sforzo e dove l’accoglienza è ottima. A me è costato poco trovare il mio spazio a Madrid, dopo pochi mesi avevo già trovato la mia dimensione – racconta, infatti, entusiasta”. E sul fenomeno della “nuova emigrazione” dice la sua: “Gli italiani sono emigranti da sempre: mio nonno ha lavorato nelle miniere del Belgio negli anni ‘40 e tantissimi altri parenti sono sparsi tra Francia, Germania e Argentina. Ora sembra che stiamo vivendo un’altra ondata di giovani in fuga, credo perché le condizioni in Italia sono difficili e solo all’estero possiamo renderci indipendenti dalla famiglia o far valere le nostre capacità. Tuttavia rispetto a qualche decennio fa – conclude – adesso muoversi nell’Unione Europea è molto più facile”. (Gil)
