Problemi psicosomatici, di attenzione, di isolamento relazionale e ansioso depressivi: a tre anni dal terremoto che ha distrutto L’Aquila sono questi i principali problemi psicologici di molti bambini che hanno vissuto questa terribile esperienza sono costretti ancora ad affrontare. Le maggiori complicazioni si riscontrano in particolare in quei minori che oltre al terremoto hanno dovuto affrontare anche delle situazioni difficili in ambito familiare come la perdita del lavoro da parte di uno o di entrambi i genitori o cambiamenti ripetuti di abitazioni. Spesso sono proprio i bambini i soggetti più a rischio e che pagano di più le conseguenze del terremoto dal punto di vista della salute psicologica anche con problemi di depressione e ansia. A lanciare l’allarme, a tre anni dal terremoto del capoluogo abruzzese, lo studio promosso dall’Università dell’Aquila con la direzione scientifica di Enzo Sechi, il coordinamento di Lorena Mattei e il finanziamento del dipartimento nazionale della Protezione civile: “A.t.A.b. (acronimo di Ambiente terra. Ambiente bambino). Dalla gestione dell’emergenza, alla valutazione, cura e monitoraggio del disagio post-traumatico nei minori aquilani”. Sulla base di questo studio, che verrà presentato nel 2013 proprio a L’Aquila, nascerà il “Protocollo nazionale per la gestione psicologica e il trattamento clinico dei minori in emergenza” a cura della cattedra di Neuropsichiatria infantile dell’ateneo aquilano in collaborazione con le istituzioni pubbliche e private che hanno fornito supporto e sostegno al progetto scientifico in tutto il periodo dell’emergenza. Nel minore traumatizzato, infatti, si modificano le aspettative sul mondo, il senso d’integrità personale, la sicurezza e la stabilità delle relazioni interpersonali. Cambiamenti che poi si trascinano fino all’età adulta con ripercussioni di vario tipo. Dai dati emerge che i minori portatori di un disturbo psicopatologico strutturato (Disturbo post traumatico da stress), osservati dopo circa 10 mesi dall’evento raggiungono il 3% del campione (età compresa fra i 7-8 e i 13-14 anni), mentre, quelli con un disagio psicologico anche consistente (sofferenza psicologica) sono il 18%, e sono prevalentemente di sesso femminile. L’utilizzo di strumenti impiegati per la rilevazione di disturbi psichiatrici tra la popolazione minorile, studiati attraverso un’informazione fornita dai genitori, hanno evidenziato che soltanto il 27% dei minori intervistati erano completamente negativi mentre il 73% presentavano problemi di ordine psicopatologico, naturalmente di questi, soltanto un quarto presentava un franco disturbo psichiatrico, mentre approssimativamente i tre quarti presentavano problemi ai limiti di un disturbo o più correttamente un’area di rischio. Tanti i bambini aquilani che attraverso i disegni hanno raccontato i loro traumi e i loro incubi più ricorrenti dopo il terremoto del 2009: “Ho sognato – dice un bambino di dieci anni – che mentre dormivo un mostro alto tre metri stava uccidendo i miei genitori. Ad un certo punto il mostro mi tirò un pugno che mi fece spaccare il muro”. (Cle – 4 apr)
