(10 apr) “Mi sono trasferito a Bruxelles nell’agosto del 2010 con l’organizzazione di cui faccio parte, Aege-Europe. L’idea era semplice: dopo tanti anni di studio era giunto il momento di dedicarmi a qualcosa di più vero e vivo: ad un’attività di volontariato che poteva in qualche modo servire alla società ed arricchire, al tempo stesso, il mio curriculum. Eletto nel comitato direttivo dell’organizzazione, sono stato prima presidente dell’associazione Aegee Salerno mentre al momento sono il presidente europeo”. Alfredo Sellitti, amante dei viaggi e delle lingue straniere, nasce a Nocera Inferiore meno di trenta anni fa. Oggi vive a Bruxelles ed è il presidente europeo dell’Aegee, una organizzazione studentesca che promuove la cooperazione, la comunicazione e l’integrazione nell’ambiente accademico europeo. “Ho studiato all’Università di Salerno. Sono laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. A Napoli, invece, ho seguito un master in studi diplomatici organizzato dalla Sioi, Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, insieme all’Istituto diplomatico del ministero degli Affari esteri” racconta Alfredo, che si dice entusiasta della scelta che ha fatto. Il giovane salernitano dice di vivere “di sogni e speranze” come tutti quelli della sua generazione mentre a proposito della sua “emigrazione” spiega: “Mi sono trasferito perché credo nell’aspetto multiculturale della formazione. Penso sia un fattore edificante”. “Molti miei colleghi all’Università studiavano relazioni internazionali senza nemmeno considerare la possibilità di trasferirsi in un’altra città, con una conoscenza spesso inadeguata delle lingue straniere e dei fattori culturali legati ad esse” continua Sellitti, che è a capo della più grande associazione interdisciplinare studentesca europea. Non manca una piccola critica al suo Paese e ai suoi colleghi: “C’è poco senso imprenditoriale e ancora meno d’intraprendenza. Sono ancora pochi quelli che partono, che si mettono in gioco e lasciano casa e affetti per arricchire il proprio bagaglio culturale”. Se fino a qualche tempo fa Alfredo pensava di tornare in Italia oggi, vista l’esperienza più che positiva che sta vivendo, non ne è poi tanto sicuro: “All’inizio credevo che sarei tornato, se non altro per le mie aspettative lavorative – la mia preparazione alla carriera diplomatica implicava in qualche modo un contatto costante con la madre patria e anche se all’estero si tratta pur sempre di un lavoro ‘italiano’. Dopo quest’ esperienza a Bruxelles – racconta – non ne sono però più così sicuro: lavorare in un ambiente multiculturale e con persone di diverse nazionalità, confrontarsi ogni giorno con persone ‘lontane da te’, ha il suo fascino. Ti arricchisce e ti fa crescere. Io mi trovo bene e mi sento a mio agio”. Se chiedete ad Alfredo se abbia avuto o meno nel corso delle sua “avventura” qualche piccolo imprevisto vi dirà sicuramente di no: “Pochi o quasi nessuno. Alle differenze climatiche ci si abitua mentre le difficoltà professionali si superano” racconta con maturità e saggezza. Qualcosa però manca anche lì e da bravo campano lo ammette: “pizza e caffè – dice scherzano – un’ottima scusa per tornare a casa per le vacanze”. (Gil)
