A VENEZIA KLIMT E LA SECESSIONE VIENNESE
Il Museo Correr di Venezia presenta, nelle sue magnifiche sale che si affacciano su Piazza San Marco, fino all’8 luglio, la mostra “Klimt, nel segno di Hoffmann e della Secessione”. L’occasione è data dalla celebrazione del 150.mo anniversario della nascita del famoso artista viennese (1862-2012), e dall’eccezionale collaborazione tra la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Museo Belvedere di Vienna. La curatela scientifica è di Alfred Weidinger, uno dei massimi esperti dell’artista austriaco. La rassegna veneziana, presenta grazie ad un ciclo eccezionale di dipinti, a rari e preziosi disegni, mobili e raffi nati gioielli, ma anche elaborate ricostruzioni e interessanti documenti storici, la genesi e l’evoluzione, in ambito architettonico e pittorico, dell’opera di Klimt e di quanti con lui diedero vita alla Secessione viennese, istanza di quel modernismo europeo che ebbe tra i suoi protagonisti di spicco personaggi come George Minne, Jan Toorop, Fernand Khnopff, Koloman Moser, e soprattutto l’amico di tante avventure intellettuali e progettuali, Josef Hoffmann. Il percorso espositivo si snoda dagli esordi di Klimt fino alle opere più famose che lo videro lavorare fianco a fianco con Josef Hoffmann, architetto e interior designer. Il tutto per raccontare la fertile liaison di questi Pionieri del Moderno, per i quali architettura, pittura e arti applicate si mescolarono fino a diventare arti tra loro inscindibili, dando vita a più di un movimento e più di uno stile. A testimonianza di quanto fosse forte l’influenza di Klimt sulla cultura figurativa italiana dell’epoca, verranno inoltre esposti nelle sale di Ca’ Pesaro (dal 31 marzo all’8 luglio) due grandi cicli decorativi che bene raccontano di questa visionaria affinità elettiva: Le mille e una notte di Vittorio Zecchin e La Primavera di Galileo Chini. (Grm)
CHRISTAN ZANOTTO: EROTICA ARTE DIGITALE
E’ stata inaugurata alla Red Stamp Art Gallery di Amsterdam, la personale di Christian Zanotto, dal titolo “AsAbaroK”. Il 40enne artista vicentino, originario di Marostica, che vive e lavora tra Amsterdam e l’Italia, insignito nel 2007 del “Premio per l’Arte Digitale”, si esprime combinando figurazione moderna e passata attraverso manipolazioni multimediali dall’effetto plastico-scultoreo , alla ricerca d’impatto scenografici non comuni, tra erotismo e misticismo. In mostra, fino al 26 maggio, 15 lavori inediti e 7 video. Sacerdotesse ieratiche, figure alate maschili e femminili adornate da preziosi dettagli dorati, divinità dal corpo perfetto, circondati da macchine metalliche, troni, carri: le opere, a sfondo nero, in cui si plasmano figure divine, attingono dall’immaginario dell’iconografia sacra e dalla mitologia e sono generate da sofisticate costruzioni virtuali, che mettono in scena una realtà tridimensionale. Le immagini vengono trasferite su lastre di cristallo con un procedimento di esposizione fotografico e i video, che si avvalgono di complesse tecniche di animazione 3D, conducono lo spettatore in un viaggio virtuale. (Grm)
AL CASTELLO SFORZESCO L’ULTRABODY DEL DESIGN
Nelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco di Milano, la mostra “Ultrabody”, fino al 17 luglio, presenta 208 opere dei più significativi protagonisti della scena internazionale del design e delle arti visive dedicate all’influenza che il corpo umano ha esercitato nella creatività contemporanea. L’iniziativa, promossa dal Comune di Milano, presenta opere storiche come la poltrona Joe di De Pas, D’Urbino e Lomazzi per Poltronova, la spiritosa serie di cavatappi in forma di autoritratto Alessandro M. di Alessandro Mendini per Alessi, la sperimentale serie di oggetti Nobody’s Perfect – tra cui una seggiola con schienale antropomorfo – di Gaetano Pesce per Zerodisegno, la poltrona/rifugio Nemo di Fabio Novembre per Driade. E ancora: il bicchiere Smoke del visionario Joe Colombo, ideale per bere e fumare contemporaneamente, il tappetino da bagno Mat-Walk di Paolo Ulian in cui sono incorporate due ciabatte di spugna, la sedia Chairless di Alejandro Aravena che diventa un semplice nastro per sedersi a terra, l’anello/segnalibro Patch di Matteo Ragni per De Vecchi che permette a una sola mano di tenere aperto di fronte a sé il libro che si sta leggendo; il piercing per la lingua che diventa spazzolino da denti del giovane talento Hadji Moloudi, la maschera di Didier Fiuza Faustino che ridisegna un equilibrio (anche igienico) tra due corpi che si baciano. (Red)
LE OPERE GRAFICHE DEI TIEPOLO
Dopo la tappa a Chiasso, approda a Roma, fino al 3 giugno, all’Istituto nazionale per la Grafica, la grande mostra “Tiepolo nero, opera grafica e matrici incise”, dedicata all’opera grafica di Giovanbattista Tiepolo (1696-1770) e di suo figlio Giandomenico (1727-1804). Una occasione unica per gli appassionati e studiosi del Tiepolo perché per la prima volta vengono esposte a Roma le matrici in rame dei Tiepolo, di proprietà del Museo Correr di Venezia, restaurate a cura dell’Istituto Nazionale per la Grafica, insieme a tutto il corpus delle opere grafiche dei Tiepolo. Una sezione della mostra è dedicata alle possibili connessioni artistiche tra Giovanbattista Tiepolo e Giovanbattista Piranesi, l’architetto e incisore veneziano di cui la Calcografia Nazionale possiede l’intero corpus delle matrici. Una sezione di volumi settecenteschi della Biblioteca Corsiniana illustra la polemica erudita sulla magia tra Scipione Maffei e Tartarotti, dalla quale potrebbero aver preso spunto le enigmatiche acqueforti di Giambattista dei Capricci e degli Scherzi. Sorprendono e divertono le opere di Gianbattista, riunite nella serie dei Capricci (1733-1742 ca.) e degli Scherzi di fantasia (1743-1757) così come la selezione delle stampe del figlio Giandomenico che ne continua l’attività incisoria, per i soggetti misteriosi che il Tiepolo utilizza: scheletri, maghi, creature oniriche, scimmie e figure esotiche, il cui significato rimane ancora in buona parte nascosto per i continui rimandi allegorici e simbolici ma anche per l’ideazione e la qualità del segno che lo proiettano a buon diritto nella storia della grafica moderna. Fulcro del Tiepolo Nero sono le 12 matrici incise in rame il cui restauro è stato effettuato proprio dall’Istituto Nazionale per la Grafica, sede istituzionale che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dedicato alla tutela, alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio grafico nazionale. (Grm)
A SIENA “IL BATTESIMO DI CRISTO” DI TIZIANO
La cripta sotto il Duomo di Siena accoglie, fino al 31 agosto, come uno scrigno, uno fra i capolavori dell’arte italiana, Il Battesimo di Cristo di Tiziano proveniente dalla Pinacoteca Capitolina che, nell’ambito dei “Dialoghi”, viene offerto al visitatore per un itinerario tra arte e fede. L’eccezionale prestito dell’opera, che si allontana per la prima volta dalla sua tradizionale sede espositiva, è l’occasione per un dialogo tra il capolavoro di Tiziano, a cinquecento anni dalla sua esecuzione, e le opere permanenti del complesso monumentale del Duomo di Siena. L’esposizione si inserisce in un progetto che coinvolge tutte le sedi museali del Complesso della Metropolitana di Siena, una delle più antiche istituzioni italiane ed europee ed ente che amministra il patrimonio del Complesso di cui la Cattedrale rappresenta il fulcro intorno alla quale gravitano luoghi di rilevante importanza storico-artistica come il Museo dell’Opera, il Battistero e la “Cripta”. La Cripta, situata in posizione centrale rispetto a tutto il Complesso, è stata individuata come luogo idoneo per accogliere eventi espositivi che offrano l’occasione di creare un dialogo ideale tra il patrimonio senese ed il capolavoro ospitato, così da incrementare l’offerta culturale della città per i senesi e per l’importante flusso turistico europeo ed extra europeo che ogni anno attraversa il Complesso del Duomo di Siena. (Grm)
