(25 apr ) “Consiglierei a tutti un periodo all’estero e non solo in questo particolare momento storico. Ritengo che il confronto con persone, culture e contesti diversi sia molto formativo e stimolante per un giovane che ha voglia di crescere. Londra è senza dubbio una delle città migliori soprattutto per il suo carattere fortemente cosmopolita”. Ne è convinta Alessia Zenere, trentenne di Thiene, in provincia di Vicenza, oggi a Londra per “avviare lo sviluppo internazionale” dell’azienda per cui lavora. “Ho studiato a Gorizia. Ho frequentato la facoltà di Scienze Internazionali e Diplomatiche con indirizzo economico. Poi ho deciso di seguire un Master in Sviluppo e Cooperazione Internazionale e un corso sulle energie rinnovabili. Mi sono trasferita a Londra lo scorso dicembre”. La giovane veneta racconta così la sua attività: “Ci occupiamo della fornitura di impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile. Le difficoltà e le incertezze del contesto normativo italiano ci hanno spinto a cercare nuovi mercati e nuove attività legate alla sostenibilità. Sono qui – continua – in veste di ‘inviata’ per sondare il mercato estero, non solo UK, e per muovere i primi passi per l’attività internazionale. Londra è un’ottima ‘piazza’ per molti motivi: se ne dovessi sceglierne due direi: per la presenza di investitori e il collegamento praticamente automatico con altri paesi del mondo. L’inglese sicuramente aiuta molto”. A proposito del fenomeno della “nuova emigrazione”, Alessia, che come tanti suoi colleghi ha deciso di lasciare l’Italia per andare a lavorare all’estero dice: “Si parla spesso di ‘italiani in fuga’ per definire chi è costretto a spostarsi per mancanza di opportunità in Italia. Quella di oggi potrebbe essere sì, definita una ‘nuova emigrazione’ ma è molto lontana dalle emigrazioni italiane del passato, ovvero quelle dei nostri nonni. Direi che oggi noi siamo dei privilegiati. Abbiamo la possibilità di rimanere in contatto con tutti grazie a Internet oltre al fatto che ci possiamo addirittura ‘inventare’ un lavoro grazie alle nuove tecnologie. Senza dimenticare che possiamo viaggiare low cost. Mica male direi”. Anche Alessia è andata incontro a delle difficoltà: “A Londra ho dovuto subito fare i conti con il portafogli: qui la vita è molto cara. L’affitto e i trasporti sono le due voci di spesa più pesanti ma con un p’ di attenzione e ricerca si riescono a trovare anche ottimi affari per godersi la città fino in fondo. Fortunatamente conoscevo già l’inglese anche se qui il livello richiesto è ovviamente più alto. Mi sono iscritta ad un corso e cerco di parlarlo il più possibile con gli autoctoni. Il peggio che può succedere – conclude la giovane Alessia con un sorriso – è essere costretti a chiedere a qualcuno di ripetere qualcosa. Ma come tutte le cose se lo si fa con gentilezza tutto andrà bene”. (PO/Gil)
