(2 mag) Lo studio è confronto, dibattito, approfondimento. Continua “esplorazione” e crescita. Oggi chi fa ricerca è spinto sempre più a fare esperienze internazionali. La formazione non può, infatti, più prescindere da periodi più o meno lunghi di esperienze svolte all’estero. La pensano così anche alcuni giovani studenti fiorentini che hanno svolto un periodo di formazione sulle neuroscienze in America e che oggi illustreranno le competenze acquisite ai colleghi italiani della Facoltà di Medicina e chirurgia. Sono, infatti, sei gli studenti del corso di laurea in Medicina e chirurgia dell’Università di Firenze che a marzo hanno trascorso dieci giorni alla Stanford University a Palo Alto, in California, nell’ambito di un programma di scambio più che decennale fra i due atenei e che oggi racconteranno la loro esperienza nell’aula magna della Facoltà. All’incontro partecipano anche il preside di Medicina e chirurgia dell’ateneo toscano Gian Franco Gensini e Stefano Pallanti, coordinatore dell’accordo di collaborazione con la Stanford University, assieme ai docenti e ai ricercatori che hanno formato per due settimane gli studenti a Firenze prima e li hanno seguiti poi presso l’università statunitense. Gli studenti del V e VI anno del corso di laurea – quattro ragazzi e due ragazze – hanno risposto all’inizio di quest’anno a un bando del Dipartimento fiorentino di Scienze neurologiche e psichiatriche per svolgere un training teorico e pratico sui principali strumenti diagnostici e terapeutici nel campo delle neuroscienze cliniche e di base. “Sono stati 35 i candidati che hanno fatto domanda per lo scambio – ha sottolineato Pallanti – per i sei che sono partiti è stata un’occasione per fare un’esperienza internazionale che li aiuterà affrontare la competizione per entrare nel mondo della ricerca. Sia nelle due settimane di training a Firenze che durante il soggiorno americano -prosegue Pallanti – i ragazzi hanno potuto approfondire le metodiche di valutazione neurofisiologiche, neuropsicologiche e di psicometria, i trattamenti di neuromodulazione, le tecniche di laboratorio e neuroimaging più innovative nella diagnostica neuropsichiatrica”. (Gil)
