(8 mag) “Vivo a Londra da dieci anni. L’Inghilterra è la mia ‘base’ ma viaggio spesso: sono sempre in giro per il mondo. In particolare vado spesso in Cina dove si trova la sede principale del mio datore di lavoro”. Simone Provvedi ha lasciato l’Italia quando aveva trent’anni. Dopo la laurea in Ingegneria elettronica a Pisa, ha deciso, infatti, di andare all’estero per imparare l’inglese e a Londra, racconta, ha trovato “un’ottima opportunità”. Nato a La Spezia, Provvedi ha lavorato prima per Nokia e poi per Ericsson: “Nel 2002 – spiega – Nokia era la società numero uno al mondo per il mercato dei cellulari. Lì ho lavorato per sette anni e mezzo, fino a gennaio 2010. Per qualche anno ho fatto il programmatore software per sviluppare i protocolli radio per i telefonini 3G della Nokia, poi nel 2006 mi è stato proposto, sempre in Nokia, di passare a lavorare negli standard telefonici”. “Da marzo 2011 – continua l’ingegnere spezzino – lavoro per una compagnia cinese, chiamata Huawei, che fa sia reti telefoniche che telefonini. E’ – spiega Provvedi – tra le compagnie più importanti al mondo per la telefonia mobile. In sostanza, per lavorare per loro ho creato una mia ditta che si chiama Provvedi Ltd: quindi formalmente faccio il consulente per questa società cinese. Il lavoro che faccio è lo stesso di prima: standard telefonici – continua Provvedi, che dice che la sua attività richiede di essere attivi, dinamici e anche un po’ cosmopoliti – è un lavoro che ti dà la possibilità di viaggiare in tutto il mondo. Capita spesso di partecipare a meetings (3GPP) e confrontarsi con le più importanti compagnie del mondo: lo scopo è quello di definire gli standard mondiali di telefonia mobile, che vengono poi usati dovunque. Ad agosto sono stato eletto vice chairman di un gruppo di lavoro: in pratica ‘dirigo’ una piccola parte di questi meeting mondiali”. “All’estero mi sono sempre trovato bene – conclude Provvedi – in Inghilterra regna la meritocrazia e non mancano le opportunità di farsi valere e fare ‘carriera’. Considerando la crisi economica in cui si ritrova oggi l’Italia, emigrare è sicuramente un’alternativa che i giovani dovrebbero tener presente. Io credo di avere imparato tanto in questi anni e consiglio a tutti di fare un’ esperienza all’estero”. L’ingegnere non pensa che lascerà a breve l’Inghilterra ma neppure esclude di rientrare un giorno in Italia, anche se per il momento crede che “mancano le opportunità, specialmente in un settore come il mio. Peccato – aggiunge – perché credo che la formazione accademica Italiana è superiore a quella che offrono all’estero”. Certo qualche difficoltà l’ha incontrata anche Simone, “all’inizio la lingua può essere un problema, ci vuole un po’ di pazienza e esercizio” per il resto tutto è positivo e “interessantissimo”: “Ho la fortuna – conclude – di lavorare in ambienti molto internazionali. Londra offre molto e viaggiando tanto ancora non mi sono stancato di stare qui”. (Gil)

