Roma, 16 mag – Nei quasi 500 anni che vanno dall’inizio dell’Umanesimo al Trattato di Saint-Germain (1919), i Paesi della corona asburgica hanno visto nascere la più ricca produzione letteraria in lingua italiana in terra straniera, sia per quantità, sia per qualità di testi pubblicati. Una tradizione a lungo ignorata dalla critica letteraria italiana, che dal Risorgimento in poi ha spesso trascurato le opere nate extraconfini per motivi politici e ideologici legati al concetto ottocentesco di identità nazionale. Nei due volumi della Geschichte der italienischen Literatur in Österreich, gli autori si sono proposti di colmare questa lacuna, con un’analisi accurata e puntuale che, a partire dalla penetrazione in Austria delle istanze umanistiche di Francesco Petrarca, racconta l’interesse plurisecolare dell’élite culturale asburgica per la nostra cultura e l’influenza che quest’ultima ha avuto nella diffusione in terra austriaca di movimenti come il Barocco e l’Illuminismo. I due volumi, pubblicati in lingua tedesca dalla casa editrice Böhlau, saranno presentati venerdì alle 17.30 a Roma in Palazzo Firenze (piazza Firenze 27), sede della Società Dante Alighieri. (red)