(17 mag) Nel primo trimestre del 2012 il mercato immobiliare è rimasto debole: a fronte di un aumento degli incarichi a vendere, si sono allungati i tempi di vendita e ridotti i prezzi di mercato; sono ancora aumentati i margini di sconto rispetto alle richieste iniziali dei venditori. Pur in lieve miglioramento, rimangono sfavorevoli le aspettative a breve termine (trimestre in corso) sulle condizioni del mercato e si è accentuato il pessimismo sulle prospettive di medio periodo. E’ quanto risulta dal sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni condotto dalla Banca d’Italia, da Tecnoborsa e dall’Agenzia del Territorio. Nel primo trimestre del 2012 la quota di agenzie che hanno segnalato una diminuzione dei prezzi rispetto al periodo precedente è ulteriormente
cresciuta, al 69,1 per cento dal 66,5 della precedente indagine. La quota di agenzie che all’inizio del 2012 hanno venduto almeno un immobile è diminuita rispetto al trimestre corrispondente del 2011 (da 69,3 a 63,8 per cento). La quota si è ridotta anche rispetto al 72,1 per cento del trimestre precedente; quest’ultimo calo è stato particolarmente marcato nel Nord Ovest (64,8 per cento, da 75,3). Se si vendono meno case è anche perché sono aumentate le proposte di acquisto a prezzi giudicati troppo bassi dal venditore (53,1 per cento dei casi contro il 50,9 rilevato in gennaio). Pesano anche le difficoltà nel reperimento del mutuo da parte dei potenziali acquirenti.
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