Dopo un periodo di fermo forzato dovuto ai lavori di ripristino dell’antenna parabolica di 32 metri in servizio da oltre 20 anni, il radiotelescopio INAF di Noto (SR) non solo ha ripreso a lavorare a tempo di record ma è ora parte di e-VLBI, la più grande infrastruttura digitale distribuita per la radioastronomia. Questo grazie al collegamento in fibra ottica alla rete nazionale della ricerca GARR, che consente al radiotelescopio di Noto di trasmettere i dati in tempo reale al centro di calcolo situato in Olanda, dove vengono correlati con quelli provenienti da tutta Europa e dal mondo. Mauro Nanni, responsabile delle reti presso l’Istituto di Radioastronomia dell’INAF di Bologna, ripercorre le fasi principali della prima osservazione in e-VLBI dell’antenna di Noto. (red – 24 mag)
