Londra – Sono circa un milione i malati di Alzheimer in Italia. Un esercito di persone che poco a poco perde pezzi di sé, la capacità di orientarsi, di riconoscere oggetti e persone e per questo di condurre una vita normale. Smettono di avere una vita normale anche i parenti della persona affetta da questo morbo. L’Alzheimer, infatti, è una “malattia familiare, perché ‘contagia’ e coinvolge tutta la famiglia” del paziente. Spiega così la malattia Mara Consoli autrice e regista del documentario “Vittorio, Capitan Pistone… e tutti gli altri” che parteciperà al London International Documentary Festival in corso fino al 2 giugno nella capitale inglese. Un documentario “nato per caso” perché quando al padre di Mara, Vittorio, è stata diagnosticata questo tipo di demenza senile, “le emozioni che arrivavano erano talmente forti che una volta tornata a casa sentivo la necessità di scrivere”. Finché un giorno, usando la telecamera in occasione del compleanno del padre, “ho capito che ne avevo bisogno” per dare ordine a “questo flusso di emozioni”. Emozioni che, attraverso questo documentario, diventano viaggio “nella testa di un malato, avanti e indietro nel tempo” ma anche “un viaggio per scoprire che l’Italia non è un Paese per vecchi” e nemmeno per le loro famiglie che troppo spesso sono abbandonate a se stesse, senza informazioni né servizi. (9colonne)
