“Nell’ incerta e complessa fase di trasformazione della sponda Sud, la stretta connessione tra diritti e sicurezza, tra libertà e stabilità, tra progressiva integrazione e rispetto per le diversità deve essere la bussola con cui orientare il nostro sostegno ai processi di transizione dei partner mediterranei. Questi sono i valori fondativi della convivenza in Europa”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi nel corso del suo intervento che ha aperto i lavori del convegno “L’ Osce e il nuovo contesto per la Cooperazione Regionale nel Mediterraneo”, promosso da Ipalmo e Iai, in corso alla Farnesina. Terzi ricorda nel corso dei decenni precedenti “l’ accondiscendenza verso i regimi autoritari, complice anche il timore di involuzione fondamentalista dei movimenti di ispirazione islamica” che “ci aveva indotto a scambiare l’ immobilismo per stabilità, la paura oppressiva per sentimento di sicurezza”. L’ avvento della Primavera Araba però ha “squarciato quel velo illusorio e noi abbiamo scelto di stare dalla parte giusta della Storia, schierandoci senza riserve in favore e a sostegno del cambiamento. Avvertiamo ora l’ esigenza di rafforzare le relazioni tra le due sponde sulla base di rapporti autentici, paritari e di lunga durata” e “l’ Osce, con la sua esperienza e i suoi molteplici strumenti, può contribuire a mettere in pratica questo approccio”. Ma l’ Osce per il titolare della Farnesina può giocare un ruolo importante anche rispetto al ” contrasto dell’ orribile fenomeno della tratta di esseri umani”. A tale riguardo afferma che “promuoveremo a Roma in autunno una conferenza per sviluppare la cooperazione regionale tra l’ Osce e i partner del Mediterraneo con l’ obiettivo di aumentare la prevenzione del traffico di esseri umani. Le attività di prevenzione, ancor più di quelle pur doverose di ordine pubblico – prosegue – sono fondamentali per arrestare alla radice questa grave violazione dei diritti umani e seria minaccia alla sicurezza nazionale. Traducendo il nostro impegno in azioni tangibili, potremo davvero costruire una ‘ casa comune euro- mediterranea’”. Ma Terzi ammonisce che per la realizzazione di questo progetto “occorre coinvolgere di più i Paesi partner. Deve essere riconosciuto loro un ruolo più prominente nelle attività dell’ organizzazione e nel processo decisionale sui temi che li riguardano”. Nel quadro di potenziali nuove relazioni nel Mediterraneo, l’ Italia “sa di poter svolgere un ruolo importante. Nella sponda Sud – conclude Terzi – c’è una grande domanda di Italia, vista come interlocutore privilegiato e credibile”. (Kat – 28 mag)
