Più di sette italiani su dieci si dichiarano oggi preoccupati della possibilità che si verifichi un sisma nella zona in cui vivono, ma anche degli effetti che potrebbe determinare un eventuale terremoto. È uno dei dati che emerge dall’indagine condotta nelle ultime 36 ore, per la trasmissione Otto e Mezzo (La7), dall’Istituto Demopolis. Sulla percezione del rischio sismico da parte dei cittadini – in crescita considerevole dal 45% del 2009 al 71% odierno – grava, significativamente, l’impatto emotivo delle immagini provenienti dall’Emilia, ma anche la memoria recente dei terremoti in Abruzzo ed in Giappone. Gli eventi degli ultimi giorni colpiscono ulteriormente in quanto si verificano in una zona del Paese che era rimasta negli ultimi decenni immune da fenomeni di questo tipo. La mappa del 2011 sul rischio sismico percepito dai cittadini disegnava un Paese con molte regioni, dal Nord Est al Sud, nelle quali era già molto forte il timore per le conseguenza di un eventuale terremoto: l’Emilia non era tra queste. Nella percezione dei cittadini, la sicurezza del territorio non è più una garanzia neanche nelle zone che si sentivano prima al sicuro. Si tratta di timori cui spesso non corrisponde una effettiva cognizione dello stato di sicurezza abitativa e dei luoghi abitualmente frequentati. Appena il 43% della popolazione italiana, secondo i dati dell’indagine dell’Istituto di ricerche diretto da Pietro Vento, conosce l’anno di costruzione dell’abitazione in cui vive. Il 57% non lo sa, non è in grado di dirlo. I due terzi di quanti hanno un’occupazione non sanno se la propria sede di lavoro sia stata costruita o meno con criteri di sicurezza anti-sismici. Solo una minoranza appare informata. (Red – 31 mag)
