Roma, 31 mag – Un osservatorio per scoprire e contrastare le infiltrazioni mafiose nel settore agricolo e industriale, per denunciare e affossare il fenomeno del caporalato e per tenere viva la memoria di Placido Rizzotto e di chi, come lui, ha fatto della lotta alle mafie e per il lavoro una ragione di vita e di libertà. Questi sono gli intenti dell’Osservatorio “Placido Rizzotto” contro le infiltrazioni mafiose e il caporalato nel settore agricolo e industriale promosso dalla Flai Cgil e presentato oggi a Roma da Stefania Crogi, Segretario Generale Nazionale Flai Cgil; Serena Sorrentino, Segreteria Cgil Nazionale; Placido Rizzotto, nipote e omonimo del sindacalista ucciso dalla mafia nel 1948, i cui funerali di Stato si sono tenuti alcuni giorni fa. Tante le personalità che hanno deciso di aderire e sostenere l’impegno della Flai per la legalità: sindacalisti, magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, giornalisti e rappresentanti della società civile costituiranno il cervello operativo dell’Osservatorio, supportandone l’azione attraverso un qualificato Comitato Scientifico presieduto dal procuratore della Repubblica di Torino Giancarlo Caselli. Parteciperanno, tra gli altri, rappresentanti della Direzione Nazionale Antimafia, magistrati impegnati contro il territorio, giornalisti d’inchiesta che lavorano sul fenomeno delle agromafie, dei crimini contro l’ambiente e del caporalato. Ci sono poi esperti in gestione dei beni e aziende confiscate –-impegnati nella difficile opera di sostegno alle cooperative antimafia – professori universitari e rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato, interlocutore istituzionale fondamentale per rafforzare l’azione di denuncia. L’Osservatorio si pone l’obiettivo di realizzare un monitoraggio quotidiano sulle tante forme di illegalità nel settore agricolo e industriale, sulle forme di infiltrazione delle organizzazioni mafiose nella filiera produttiva, commerciale e nella logistica. Tutto ciò sarà possibile grazie ad una pagina internet dedicata, (accessibile dal sito www.flai.it), dove saranno caricate di volta in volta tutte le news territoriali e nazionali sul tema, le proposte e le iniziative dell’Osservatorio. L’obiettivo di lungo periodo dell’Osservatorio è invece quello di promuovere soluzioni legislative e operative per contrastare l’infiltrazione mafiosa nel settore, valorizzare e premiare le esperienze virtuose, sostenere chi denuncia l’illegalità nella filiera produttiva e nell’intermediazione della manodopera. Inoltre, entro la fine del 2012, l’Osservatorio promuoverà il primo rapporto nazionale Agromafie, un dossier che vedrà la partecipazione di tutti i soggetti aderenti all’Osservatorio con l’obiettivo di promuovere una sintesi del lavoro svolto dalle singole componenti, delle buone pratiche e delle sinergie attuate e possibili. Per comprendere la portata del fenomeno delle agromafie, è calcolato che le infiltrazioni mafiose nel settore agroindustriale rappresentano il 10% dell’intera economia dell criminalità organizzata. Inoltre le mafie nel settore agricolo e industriale fanno cartello, condizionando tutta la filiera dalla produzione: reclutamento della manodopera, logistica, stoccaggio, fino alla piccola, media e grande distribuzione commerciale. Secondo la commissione antimafia le mafie fatturano più di 150 miliardi di euro l’anno con un guadagno che si aggira attorno ai 70 miliardi l’anno. Nei campi italiani 400 mila lavoratori vivono sotto i caporali e 60 mila hanno alloggi di fortuna e sprovvisti dei requisiti minimi di vivibilità ed agibilità. Il lavoro nero in agricoltura è una realtà in tutto il Paese e nel Mezzogiorno raggiunge il 90% (50% Centro e 30% nel Nord). (Kat – 31 mag)
