(4 giu) – A quanto ammonterebbero le perdite dei creditori della Grecia se il paese dovesse lasciare l’Eurozona? In genere, si presuppone che un’uscita dall’euro dovrebbe essere seguita da un default perché la nuova valuta si deprezzerebbe così pesantemente che un servizio del debito in euro sarebbe impossibile. Ma secondo l’economista Daniel Gros, che ne scrive su lavoce.info, è un’ipotesi sbagliata. Nella sua gran parte il debito greco è debito estero e in ultima analisi va ripagato con maggiori esportazioni o con una compressione delle importazioni. Un’uscita seguita da un forte deprezzamento della nuova dracma dovrebbe accelerare la crescita delle esportazioni e provocare un’ulteriore caduta delle importazioni, incrementando così la capacità del paese di ripagare il suo debito estero. Dopo un decennio di aggiustamento, la Grecia dovrebbe essere in grado di pagare i suoi debiti. I creditori sono, nell’ordine, Francia, Germania e Italia.
