• Home
  • Pagina di esempio
9Colonne
No Result
View All Result
No Result
View All Result
9Colonne
No Result
View All Result
Home Sito interno Archivio Genio italiano

PRIMO LEVI, QUESTO È UN UOMO

Il Novecento sarà stato pure un “secolo breve”, come ricorda un monumentale saggio dello storico britannico Eric J. Hobsbawm, ma di sicuro anche il più violento (non a caso lo studioso usa come datazione della brevità alcune guerre). Con ogni probabilità,

it@withub.it by it@withub.it
18 Agosto 2026
in Archivio Genio italiano
0
0
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

Il Novecento sarà stato pure un “secolo breve”, come ricorda un monumentale saggio dello storico britannico Eric J. Hobsbawm, ma di sicuro anche il più violento (non a caso lo studioso usa come datazione della brevità alcune guerre). Con ogni probabilità, nel ventesimo secolo si è sparato di più, e se l’equivalenza tra proiettile e colpito non è solo retorica da film western, è dunque stato il secolo delle stragi. Primo Levi della brevità del Novecento, e delle sue relative barbarie, è stato testimone oltre che narratore. Il fatto più sconcertante è che a ferire l’umanità non furono principalmente le pallottole, ma l’idea di un pazzo che riuscì – cosa ancora più incredibile – a convincere una nazione che le altre andavano assoggettate e che era tutta colpa degli ebrei. Primo Levi era di origini ebraiche. Primo Levi fu catturato, e come tutti sanno, deportato in un lager nazista, il tristemente famoso campo di concentramento di Auschwitz. Se l’inferno esiste assomiglia ad un lager. Se dell’inferno hai esperienza non puoi che liberartene, raccontandola. Se questo è un uomo, è quel racconto. Che non ebbe immediata fortuna editoriale. Pochi lettori, uno dei più accorti, che fu partigiano a sua volta, lo segnalò sull‘Unità, ed era Italo Calvino. La gente c’arrivò più tardi, molto più tardi, nel frattempo Levi si dedicò alla sua professione: il chimico. Chimica e scrittura sembrano mondi lontanissimi, invece hanno comune origine nella pratica alchemica. Dunque mentre faceva il chimico, in un certo senso, continuava a scrivere. “Ero stato catturato dalla Milizia fascista il 13 dicembre del 1943. Avevo ventiquattro anni, poco senno, nessuna esperienza, e una decisa propensione, favorita dal regime di segregazione a cui da quattro anni le leggi razziali mi avevano ridotto, a vivere in un mondo scarsamente reale, popolato da civili fantasmi cartesiani, da sincere amicizie maschili e da amicizie femminili esangui”. Inizia così il romanzo italiano sull’esperienza del lager. Inizia, ben chiaramente – e Sette, il magazine del Corriere della Sera – ospita un più ampio estratto dell’incipit – non come un semplice racconto dei fatti. Non è un resoconto, è un capolavoro. Non è un reportage, è un classico. Leggi e ti chiedi se quello è un uomo, se lo sei anche tu. Ogni tanto, leggi i giornali, e ti chiedi se questo è un uomo. Anni dopo, Levi scrisse La tregua, il romanzo del ritorno dal campo di concentramento, e ancora più tardi un altro romanzo, sempre sullo sfondo del secondo conflitto mondiale, che aveva al centro un gruppo di partigiani ebrei di origini polacche e russe, si chiamava, Se non ora, quando?. Ora – un piccolo inciso – pochi anni fa, in piena ribellione femminile al berlusconismo, una manifestazione in rosa, capitanata da attrici, giornaliste, e varia indignata umanità in gonna, dimostrò che la figura della donna usciva, da quanto emergeva dalle indagini e dalle intercettazioni, sinceramente squalificata. Tutti d’accordo. La manifestazione si chiamava come quel libro di Levi: Se non ora, quando? Sarebbe curioso però capire quale alchimia leghi la scrittura partigiana alla manifestazione sulla dignità del femminile. Ma è tutta un’altra storia.

(Valerio De Filippis)

Related Posts

  • PRIMO LEVI NELLE LIBRERIE SVEDESI

    Stoccolma - Si terrà il 26 gennaio, presso l'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, la…

  • PRIMO LEVI TRADOTTO IN TEDESCO

    Berlino - Sarà presentata giovedì a Berlino, la traduzione tedesca, a cura di Barbara Picht,…

  • TEATRO, TURTURRO A NEW YORK RIMETTE I PANNI DI PRIMO LEVI

    Torino, 3 nov - A New York Primo Levi parla inglese. Grazie alla collaborazione con…

Previous Post

CRISI: DALLE CARAMELLE AL GRANA FURTI RECORD PER 3 MILIARDI

Next Post

A “STARTERS” L’ARTE GIOCA CON SPAZIO, LUCE E PERCEZIONE CON SIEGEL

Next Post

Meucci e il telefono: riconoscimento ufficiale

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • OLIMPIADI: PODCAST RAIPLAY, DIECI ATLETI SI RACCONTANO
  • OBESITÀ, SCHILLACI: LEGGE PASSO IN AVANTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE
  • POLIZIA, LEONE XIV RICEVE NUMERO SPECIALE POLIZIA MODERNA “PACE E SICUREZZA”
  • BANDECCHI, AVS, PD, M5S, PSI E RC: ORA BASTA, SINDACO SI DIMETTA
  • CNR, STUDIO RICONDUCE IL DIPINTO DI TURNER AL PONTE DEL DIAVOLO DI BLERA (VT) (3)

Commenti recenti

Nessun commento da mostrare.
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

No Result
View All Result
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.