(14 giu) – L’Italia si conferma il fanalino di coda dell’Unione europea per quanto riguarda l’uso delle ICT (Information and Communication Technology). Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni che possiede un accesso a Internet da casa, l’Italia si posiziona solo al ventiduesimo posto della graduatoria internazionale, con un valore pari al 62% a fronte di una media europea pari al 73% e a paesi che hanno raggiunto livelli prossimi al 100% come Olanda, Lussemburgo, Svezia e Danimarca. Se consideriamo il processo di alfabetizzazione alle nuove tecnologie comunicative come un indicatore della capacità generale di sviluppo di un paese, la dinamica dell’Italia su questo fronte negli ultimi anni è particolarmente preoccupante: si registra infatti una perdita significativa della capacità di stare al passo con gli altri paesi europei. Ad esempio, nel 2004 la Francia e l’Italia presentavano la stessa quota di famiglie con accesso a Internet a casa (34%). Ma in otto anni la Francia ha fatto registrare incrementi tali (+42 punti percentuali) da posizionarsi tra i primi 10 paesi nella graduatoria europea, l’Italia invece ha registrato incrementi più contenuti (+28 punti percentuali), e si trova ora tra gli ultimi 6 paesi. Anche per la disponibilità di una connessione a banda larga l’Italia si colloca in fondo alla graduatoria dei paesi europei, con un tasso di penetrazione del 52%, rispetto alla media europea del 67%. Se nel 2006 l’Italia presentava valori simili, di poco superiori, a quelli registrati tra le famiglie irlandesi (16% contro il 13%), in questi anni in Irlanda la disponibilità di una connessione a banda larga è arrivata al 65% contro il 52% registrato in Italia. Questo dato indica probabilmente che l’Italia a differenza degli altri paesi europei non ha avviato politiche adeguate alla diffusione di connessioni veloci.
Fonte:
http://www.neodemos.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=613
