A ROMA LA RESURREZIONE DI LAZZARO DI CARAVAGGIO
La resurrezione di Lazzaro, proveniente dalla chiesa dei Padri Crociferi di Messina, uno dei più importanti dipinti eseguiti in Sicilia da Caravaggio, dopo la sua precipitosa fuga da Malta, commissionato da Giovan Battista Lazzari nel 1608 e collocato nella cappella di famiglia nel 1609, a conclusione di un restauro durato otto mesi viene esposto da oggi al 15 luglio in una mostra nel Museo di Roma Palazzo Braschi. La mostra è promossa da Roma Capitale, assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, dall’assessorato alla Cultura della Regione Siciliana e dal Mibac-Iscr.
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ITALIA-OMAN, PISA SCOPRE IL PAESE DI SINDBAD
L’Oman si racconta all’Italia. Fino al 7 luglio al Museo nazionale di San Matteo a Pisa, con una suggestiva esposizione dal titolo “Oman, il paese di Sindbad il marinaio” frutto della consolidata collaborazione tra l’Università di Pisa e le autorità del Sultanato situato nella parte sud orientale della Penisola arabica. La scelta di Pisa a sede di questo importante evento non è casuale: è infatti l’ateneo pisano ad aver coordinato l’estesa campagna di scavo nell’area portuale di Khor Rori e nella fortezza di Salut. Obiettivo della mostra – curata per parte italiana da Alessandra Avanzini, direttore del Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico dell’ateneo pisano – è fare conoscere la cultura e la natura dell’Oman al grande pubblico, attraverso un viaggio ideale nella sua storia. A partire dall’affascinante leggenda di re Salomone che fece costruire in dieci giorni diecimila canali che resero fertile il paese e coltivabili le sue terre, per entrare poi nella storia più antica in cui si narra anche del commercio del rame nel terzo millennio, quando l’Oman era noto con il nome di Magan, e dell’importante sito di Salut. Ma l’Oman è anche conosciuto come il paese dell’incenso. Gran parte della sua passata fortuna è, infatti, dovuta al fatto che, nella sua parte meridionale, vi cresce una delle più pregiate varietà della preziosa resina. Il commercio dell’incenso si intreccia con la storia di due importanti porti, Khor Rori ed Al Balid che verranno illustrati attraverso fotografie, ricostruzioni e oggetti provenienti dai recenti scavi archeologici. I siti di provenienza sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Khor Rori, scavata dalla missione archeologica dell’Università di Pisa, si è rivelata di importanza strategica nei traffici tra Mediterraneo ed India. Di Al Balid, importante porto sulla costa meridionale del paese, parla anche Marco Polo che qui fa tappa nel corso del suo viaggio verso la Cina. Infine si arriva alla cosiddetta Rinascita omanita, avvenuta nel paese a partire dal 1970 con la salita al potere del sultano Qabus Bin Said.
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A TORINO LE FOTO SULL’ITALIA DI LEONARD FREED
Fino al 31 luglio la sede di Ersel, a Torino, ospita la retrospettiva di Leonard Freed “Io amo l’Italia”. La mostra, curata da Enrica Viganò, presenta 70 immagini, tra vintage e modern print, che compongono una sorta di diario degli oltre quarantacinque soggiorni compiuti dal celebre fotografo di New York in Italia, con la quale intrattenne un rapporto da lui stesso definito “una storia d’amore”. La selezione degli scatti di Leonard Freed – scomparso nel 2006 all’età di 76 anni, dal 1972 membro della Magnum, la celebre agenzia fotografica – spazia dagli esordi fino alla maturità, abbracciando le numerose tappe della sua prestigiosa carriera. Quando, fra il 1952 e il 1958, mosso dall’interesse per l’arte, compie i suoi primi viaggi in Europa, Freed scopre insieme la passione per la fotografia e per l’Italia, un paese che diventa ben presto luogo di ricerca interiore e, contemporaneamente, un campo di osservazione in cui “il passato è sempre presente non solo nei luoghi ma nella vita quotidiana della gente”. Più che l’arte, l’architettura o il paesaggio, l’amore di Freed è per gli italiani. È affascinato dalla vita della gente comune, dal calore e dalla spontaneità di una componente umana – sia essa rappresentata da lavoratori siciliani, soldati seduti su un ponte a Firenze o aristocratici veneziani e romani – che nelle sue fotografie non manca mai.
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IN GERMANIA I TABLEAUX VIVANTS DI PRESICCE
La Galleria Anita Beckers di Francoforte presenta, da oggi al 26 agosto, la mostra “Il Grande Architetto” di Luigi Presicce che presenta quattro video dell’artista leccese che crea tableaux vivants che ruotano attorno alla liturgia e alla cultura popolare, ai simboli massonici e all’alchimia, con particolare riferimento alla storia dell’arte. L’artista è presente a Kassel, sempre in Germania, anche alla nuova edizione di Documenta, la maggiore manifestazione di arte contemporanea in Europa insieme alla Biennale di Venezia che si tiene fino al 16 settembre, con il suo progetto “La festa dei vivi (che riflettono sulla morte)”, frutto della collaborazione con Luigi Negro, Emilio Fantin, Giancarlo Norese e Cesare Pietroiusti. I video presentati a Francoforte sono ispirati all’uccisione di Hiram Abiff, una figura allegorica chiave nei rituali massonici, e architetto del tempio di Salomone. Nel primo video, un uomo a cavallo, con il volto coperto da un elmo di forma piramidale, tiene in mano una maschera raffigurante lo scrittore e filosofo George Ivanovich Gurdjieff. Al suo fianco c’è un altro uomo che tiene le redini, con il torso nudo e il volto coperto. Le figure sono di fronte a un caffè del XVIII secolo di Lu Cafausu. Sullo sfondo si intravede un anonimo edificio moderno che appare in contrasto con l’eleganza delle due figure e con l’architettura dell’edificio antico. Nel secondo video, tre uomini a torso nudo mimano l’atto di colpire e distruggere la maschera d’oro. La scena si svolge sopra un cumulo di terra in una cava di bauxite di Otranto. Gli uomini rappresentano i tre seguaci di Abiff che uccisero il loro maestro con strumenti della geometria. Il terzo video proietta l’immagine rovesciata di una gru: quando l’inquadratura si raddrizza, lo spettatore comprende che la gru serve a sostenere il corpo di un uomo, uno dei tre seguaci che sono stati giustiziati: uno crocifisso, uno lapidato a morte e uno impiccato. Il quarto video, ambientato in una cava a Lecce, rappresenta l’espiazione. Due uomini sono ripresi all’interno di una vecchia cava di tufo degli inizi del ventesimo secolo: uno dei due tiene in mano un libro e un modello tridimensionale delle regole per la costruzione di cattedrali.
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A BARLETTA “L’ODORE DELLA LUCE”
L’odore della luce è quello che si espande in un campo di fieno appena tagliato, in un giardino dove le lame del sole illuminano l’humus del sottobosco, nell’afrore dolce del gelsomino estivo. E’ la sensazione che promana da una certa pittura a cavallo del secolo, ancora legata ai canoni macchiaioli ma già proiettata verso il nuovo del dopoguerra. E’ la pittura indagata in “L’odore della luce” (fino al 19 agosto a Palazzo Marra, sede della Pinacoteca De Nittis di Barletta), che ha due co-protagoniste: la donna e la natura. La particolarità della rassegna sta nella ricca stagione della cultura figurativa italiana tra il XIX e il XX secolo, capace di dialogare con molte correnti pittoriche, dalla napoletana Scuola di Posillipo ai macchiaioli toscani. Con una tecnica pittorica diversa come quella divisionista, pittori come Pellizza e Morbelli sono riusciti a trasfigurare la realtà, pur rappresentata con metodo scientifico nell’analisi della luce e del colore, unendo alla resa di particolari fenomeni luministici, una forte suggestione sentimentale. Questa dimensione lirica, certamente ispirata anche dalla letteratura, in particolare di d’Annunzio e Pascoli, giunge alla visione divisionista e poi simbolista di Plinio Nomellini con la sua bellissima “Lucilla”, dove la donna seduce con uno sguardo intenso e fuggente mentre il corpo e il volto appaiono vaporizzarsi nella vegetazione rigogliosa, in una trasfigurazione dal sapore simbolista. Un percorso nei mondi femminili che entrando nel ‘900, si conclude con “La passeggiata amorosa” di Pellizza da Volpedo, sospesa sul prato di luce, mentre s’avanza, ormai simbolo della sfuggente armonia tra uomo e natura.
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