(28 giu) – Quella italiana è una delle società più vecchie al mondo. Abbiamo una classe dirigente decrepita: il record spetta alle banche, dove l’età media dei presidenti e degli amministratori delegati è di 67 anni. Ma anche in Parlamento non si scherza: nelle ultime tre legislature sono stati eletti solo 2 under 30 su circa 2.500 deputati e oggi solo un onorevole su 630 ha meno di 30 anni. E le Università non sono da meno: i docenti hanno in media 63 anni e solo 3 su 16mila sono gli Ordinari con meno di 35 anni. Appena 78 quelli sotto i 40 anni. È fin dai primi anni Novanta che si registrano i cosiddetti “bamboccioni”: già nel 2004 il 36% dei 30-34enni italiani viveva ancora con mamma e papà sostanzialmente perché non aveva un reddito continuo e quindi non poteva permettersi di uscire di casa. Così come non è una novità che questo porta a un procrastinamento della natalità: succede così che per avere un figlio una donna italiana aspetta mediamente i 30 anni contro i 25 degli USA, i 26 dell’Islanda, i 27 di Canada e Finlandia. In compenso, quando li mettiamo al mondo, rimpinziamo i nostri figli come tacchini se è vero che abbiamo il 17% dei 15enni in sovrappeso: problema di salute individuale ma anche di spesa sociale futura per le conseguenze che sovrappeso e obesità comportano.
Fonte:
http://www.neodemos.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=618
