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Bruce Springsteen in Scatti d’autore

it@withub.it by it@withub.it
29 Giugno 2012
in Archivio speciali - Mostre
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BRUCE SPRINGSTEEN IN SCATTI D’AUTORE

Photographia, galleria di Milano specializzata in fotografia d’autore sul mondo della cultura pop, presenta, fino al 14 luglio, “R U Born To Run?”, un’esposizione di foto di Peter Cunningham, David Corio, Steve Rapport e Giovanni Canitano dedicate a Bruce Springsteen e ai suoi grandi compagni d’avventura della E Street Band. A pochi mesi dalla morte di “Big Man” Clarence Clemons ed in occasione del ritorno di Springsteen a Milano, nel recente concerto, la mostra è un omaggio alla carriera di una delle rockstar più amate dal pubblico italiano ed allo stesso tempo un ricordo del compagno di vita da poco scomparso, attraverso le fotografie di quattro grandi autori. Infine Photographia presenta, in anteprima per l’Italia, il libro fotografico “Born To Run Revisited” che raccoglie tutte le più importanti fotografie di Eric Meola relative allo shooting fotografico realizzato per “Born To Run”, l’LP che lanciò la carriera di Springsteen nel 1975. La copertina di quel disco, una fotografia in bianco e nero di Bruce Springsteen e Clarence Clemons, è forse una delle immagini più riconoscibili della storia del rock‘n’roll. (grm)

“TAPPETI VOLANTI” ALL’ACCADEMIA DI FRANCIA

La mostra “Tappeti volanti”, fino al 21 ottobre, a Roma, a Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia, si propone di raccogliere e confrontare tappeti reali – che attraverso la loro funzione (tappeti di preghiera, tappeti di guerra, tappeti giardino), la loro tessitura (tappeto di seta bouqalemoun dai colori vivaci ma molto armoniosi) o la loro composizione (in grille, in semis, centrati attorno ad un medaglione) producono un effetto d’animazione delle superfici – con alcuni film, realizzati secondo la tecnica dei batik e rivalutati dunque alla luce del loro carattere ornamentale (Harry Smith, Abstractions), composizioni monocrome che evocano i tracciati lineari indefiniti delle coperte navajos (Paul Sharits, Nothing), una pellicola sulla quale dei fili d’erba, delle foglie e le ali dei coleotteri sono direttamente incollati con la stessa tecnica dei tappeti-giardino (Stan Brackhage Mothlight), inversioni positive/negative che producono un effetto identico a quello dei “motifs rentrants” (Peter Kubelka, Adebar), i complessi intrecci di bordure (Hans Richter, Rythmus 21). Alcune opere contemporanee, che utilizzano le tecniche di lavorazione formale dei tappeti per dinamizzare il piano o per dissolverlo, saranno ugualmente presenti: motivi a scacchiera e ripetizione modulare (le combinazioni al suolo di Carl Andre), effetti di levitazione o di sospensione (Hans Haacke, Blue Sail), composizioni con medaglioni (Zilvinas Kempinas, Flying Tape), dispersione di elementi su un campo aperto (Taysir Batniji, Hannoun), ecc. Un dipinto fiorentino del XV° secolo dialogherà con opere d’arte contemporanea. La mostra proporrà infine una dimensione sonora, con la presentazione di una pièce musicale di Morton Feldman che, ispirandosi alla collezione dei tessuti copti del Louvre di Parigi e alla composizione dei tappeti, sostituisce alla nozione di composizione quella di “campo temporale”. Nell’ambito delle aperture serali del giovedì, tra giugno e settembre, saranno proposte dalle 19.30 delle sezioni di cinema muto: 5 luglio “Gli ultimi velieri” (Germania, 1932); 6 settembre “In compagnia di Sven Hedin attraverso l’Asia oscura (Svezia, 1928) ; 20 settembre “L’epopea dell’Everest” (Gran Bretagna, 1924); 27 settembre “Atlantide” (Francia, 1921). (grm)

I LEGIONARI CECOSLOVACCHI NELLA GRANDE GUERRA

Desiderosi di libertà e di indipendenza della loro terra, allora sotto il dominio austro-ungarico, durante il primo conflitto mondiale molti soldati di origine cecoslovacca, per ottenere l’aiuto per la creazione di uno Stato indipendente, formarono unità militari volontarie combattenti a fianco delle forze dell’Intesa, chiamate Legioni Cecoslovacche. Una di queste, formata da disertori e prigionieri cecoslovacchi, venne costituita anche in Italia, dove partecipò alla Battaglia del Solstizio (sul fronte del Piave) del 1918, contribuendo notevolmente alla vittoria Italiana. Molti di questi soldati, caduti in prigionia austriaca, vennero sommariamente giustiziati. L’episodio più tragico avvenne sul Piave alla vigilia dell’offensiva austriaca tra il 14 e il 15 giugno quando 15 di essi vennero catturati, portati a Conegliano, processati e poi in parte fucilati e in parte impiccati. La città ha ora intitolato una via ai Martiri cecoslovacchi. Per commemorare il loro ricordo il Centro della Repubblica Ceca dedica loro una mostra fotografica dal titolo “I legionari cecoslovacchi sul fronte italiano nella Grande Guerra”, già esposta a Praga, con foto d’epoca raffiguranti i campi di prigionia italiani, il reclutamento e scene di vita del fronte, fino al 27 luglio, all’Istituto Culturale Ceco. La divisione “czeco-slovacca” (più comunemente ricordata come “Legione”), fu istituita il 21 aprile 1918 mediante una convenzione tra il presidente del Consiglio italiano Vittorio Emanuele Orlando e il generale Milan Rastislav Stefánik, in rappresentanza del Comitato nazionale ceco-slovacco di Parigi, e giuridicamente sottoposta all’autorità di quest’ultimo organismo. Ciò equivalse al suo riconoscimento come governo “de facto” e in tal modo l’Italia precedette gli Alleati nel dare legittimità alla costituenda Ceco-Slovacchia. Stefánik ricevette la bandiera di combattimento nel corso di una solenne cerimonia all’Altare della Patria il 24 maggio alla presenza delle massime autorità. La Legione raggruppò circa 18.000 uomini, tra prigionieri e disertori, che erano stati dislocati in vari campi dell’Italia centrale, meridionale e in Sicilia. Essa combatté valorosamente nella decisiva battaglia del Solstizio, distinguendosi successivamente sul Doss Alto in Trentino il 21 settembre. (grm)

PEGGY GUGGENHEIM SECONDO BERENGO GARDIN

Alla galleria Ca’ di Fra’ di Milano, fino al 27 luglio, ultima parte della mostra “Peggy Guggenheim, la casa, gli amici, Venezia”, presentata nel 2009 a Vercelli ed in collaborazione con il Peggy Guggenheim Collection di Venezia. In mostra le foto di Gianni Berengo Gardin dedicate alla celebre mecenate. Lui, un reportagista di primo piano, lei una donna unica e determinante per l’ambiente culturale italiano degli anni ’60-’70. Un incontro d’ istanti fissati nell’attimo eterno di un click. Attraverso gli scatti di Berengo Gardin si ha l’impressione di essere ospiti invitati nella “casa di Peggy “, di vagare con divertita curiosità tra gli ambiente più intimi e personali. Una dimensione nuova della “donna Peggy”. Attraverso queste tre mostre, Ca’ di Fra’ ha inteso tracciare un ritratto molto più che fisico; un viaggio nell’ elemento psicologico che traspare dal portamento, dagli occhi, dalle scelte amicali ed artistiche fino alle stanze del suo abitare. La casa, Palazzo Venier dei Leoni, gli amici, la quotidianità lagunare e cosmopolita di quegli anni. Un omaggio all’ amica ed un contributo importante alla creazione del “mito Peggy”. (grm)

ITALIA-CINA, A PRATO IN MOSTRA “L’ANNO DEL DRAGO”

Il Museo Pecci di Prato ospita fino al 29 luglio la mostra “Anno del Drago”, risultato di un bando proposto insieme all’Associazione Buddista della Comunità Cinese in Italia. In occasione della Danza del Drago per i festeggiamenti del Capodanno secondo il calendario cinese, quest’anno, sono stati invitati nove artisti, Andrea Abati, Stefano Boccalini, Michelangelo Consani, Leone Contini, Da Wing, Valentina Lapolla, Shou Li, Franco Menicagli, Robert Pettena, a lavorare in città. La Danza del Drago è una iniziativa organizzata dall’Associazione Buddista della Comunità Cinese in Italia – quale espressione della volontà della comunità cinese di interagire con il territorio che abita – con la collaborazione di Dryphoto arte contemporanea, il contributo della Provincia di Prato, il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Prato e del Cna Artigianato Pratese, la collaborazione della Circoscrizione Sud e il partenariato di diverse associazioni locali. (grm)

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