Iniziata in aula al Senato la discussione generale sul decreto che rinvia le elezione dei Comites e del Cgie al 2014. Nel suo intervento il senatore Pdl Alfredo Mantica, uno dei relatori del testo (l’altro è Giorgio Tonini del Pd) ha denunciato come i 6,7 milioni di euro di risparmi per il 2012 derivanti dal rinvio delle elezioni sarebbero già stati in gran parte impegnati per altri scopi. Con una nota fatta arrivare alla commissione Bilancio, infatti, il governo ha comunicato ai senatori che buona parte di quella cifra, circa 5 milioni, è gia stata spesa: “Ci viene detto da parte del ministero dell’Economia e delle finanze che di quei 6,7 milioni probabilmente resta una cifra tra 1,5 e 1,9” milioni, sottolinea Mantica. Salta così l’accordo che era stato raggiunto in maggioranza in commissione Esteri che prevedeva la destinazione dei 6,7 milioni di euro di risparmi per il sostegno degli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero (4 milioni), il rifinanziamento delle attività di assistenza, diretta e indiretta, degli italiani residenti all’estero in condizioni di indigenza (2 milioni) e il funzionamento dei Comites (700 mila euro). “A questo punto – ha detto Mantica – la questione è dirimente: o c’è qualcosa che va restituito di quei 6,7 milioni di euro alle attività degli italiani nel mondo, e il ministero dell’Economia e delle finanze deve, in maniera chiara e aperta, dirci quale è l’esatta cifra a disposizione, che ridistribuiremo nel budget degli italiani all’estero, oppure non possiamo accettare, perlomeno io non posso accettare, che nemmeno un euro di questa cifra venga restituita agli italiani all’estero”. La questione non è solo di coperture, quindi, ma diventa anche politica perché il Pdl ribadisce di non essere disposto a votare questo decreto senza che il nodo della destinazione dei risparmi per il rinvio delle elezioni venga sciolto. Per cercare di venire a capo delle situazione, il senatore Enrico Morando (Pd) ha invitato il governo a correggere entro domani mattina la sua relazione tecnica (dove si parla di 6,7 milioni di risparmi) anche per dar modo alla commissione Bilancio di riformulare i propri pareri sulla copertura degli emendamenti rispetto alle diverse disponibilità di spesa. L’esame del provvedimento proseguirà domani mattina ma se l’impasse sui fondi non verrà risolta è probabile che questa settimana non si arriverà al voto finale, anche perché nel frattempo l’Assemblea del Senato ha deciso di inserire nel calendario dei lavori per domani il ddl sul finanziamento dei partiti per poter destinare in tempo la tranche di luglio ai terremotati. (3 lug – Pif )
