(4 lug) – La Cina sta falsificando le statistiche economiche per nascondere la reale gravità dei problemi interni al paese? E’ quanto sostengono diverse fonti internazionali e il sito fareforex.com spiega o perché. La quota di produzione di elettricità, così come il volume di consumo, sono generalmente considerati dagli investitori stranieri (e anche da alcuni funzionari cinesi) come due aspetti chiave, il gold standard per la misurazione di ciò che sta realmente accadendo all’economia del paese, proprio a causa della inattendibilità dei dati provenienti dalla Cina. In alcune città e province sembra si stiano gonfiando i numeri dell’output economico, del reddito d’impresa, così come i profitti aziendali e le entrate tributarie. I funzionari cinesi esortano le imprese a tenere distinti bilanci, mostrando un miglioramento dei risultati aziendali e fiscali che, in realtà, non esisterebbe. I dirigenti e gli economisti hanno approssimativamente stimato che l’effetto delle statistiche inesatte è stato quello di gonfiare (e quindi falsificare) una serie di indicatori economici, dell’ordine di 1 e 2 punti percentuali L’Ufficio Nazionale di Statistica, l’agenzia governativa di Pechino che compila la maggior parte delle statistiche economiche del paese, ha peraltro negato che i dati economici siano stati sopravvalutati. Secondo un analista senior del Wood Mackenzie, società di consulenza globale per l’ energia, il carbone accumulato al porto di Qinhuangdao avrebbe raggiunto 9,5 milioni di tonnellate questo mese, superando il precedente record di 9,3 milioni di tonnellate, fissato nel novembre 2008, durante la crisi finanziaria globale. Le tre maggiori aree di stoccaggio di carbone in Cina – Tianjin, Caofeidian e Lianyungang – sono tutte a livelli record. Molti indicatori economici cinesi mostrano un rallentamento in corso già da questa primavera. Il tasso di crescita annua per la produzione industriale si è mosso al di sotto del 10 per cento, mentre la produzione di elettricità è aumentata solo del 3,2 per cento nel mese di maggio rispetto all’anno precedente e di solo l’ 1,5 per cento nel mese di aprile. La questione è se il rallentamento effettivo sia ancora peggiore. Dati governativi “distorti” e manipolati contribuirebbero a fornire una spiegazione al crollo dei prezzi delle materie prime come il petrolio, il carbone e il rame, in netta caduta libera da questa primavera, nonostante le statistiche ufficiali cinesi mostrino una decelerazione più modesta dell’attività economica.
Fonte:
http://www.fareforex.com/statistiche-cina-falsificate/14051/
