(4 lug) – “I risultati presentati oggi dagli esperimenti Atlas e Cms al Cern rappresentano un passo in avanti di straordinaria importanza per la conoscenza dell’Universo e dimostrano quanto la fisica delle alte energia sia entusiasmante, utile e necessaria per lo sviluppo”. Lo afferma in una nota Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, commentando la scoperta del bosone di Higgs al Cern di Ginevra, sottolineando come sia “il culmine di una ricerca in corso da più di quattro decenni per dimostrare la validità della teoria nota come Modello Standard della fisica delle particelle. Grazie alla sua scoperta, non solo è stato compiuto un passo gigantesco nella comprensione dei grandi principi geometrici che regolano la dinamica dell’Universo, ma si apre una nuova ed entusiasmante avventura. Quella che ci porterà a esplorare particelle e fenomeni con energie di miliardi di volte quelle raggiungibili con Lhc. Fino a quella scala di Planck che oggi consideriamo il probabile limite della conoscenza umana”. Una scoperta importante per il mondo della scienza e alla quale l’Italia ha contribuito in modo concreto grazie all’impegno di Daniela Bortoletto, docente alla Purdue University, che fa parte anche del team che lavora a Ginevra all’esperimento CMS, Sergio Bertolucci, che del Cern è il direttore scientifico e Fabiola Giannotti, a capo delle migliaia di fisici che lavorano all’esperimento Atlas. Importanti anche le cifre. Il Belpaese, infatti, ha contribuito con 480 milioni di euro per la costruzione di LHC, una cifra non da poco e che, comunque, rappresenta uno dei migliori investimenti per il ritorno che l’Italia avrà dal punto di vista dell’immagine e della ricerca industriale. (red)
