(18 lug) – Si conferma anche per il 2011 il trend degli ultimi anni che vede un incremento costante del numero dei casi pendenti dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha sede a Strasburgo. Il totale dei ricorsi alla data del 31 dicembre 2011 registra infatti una crescita di circa 8 punti percentuali, attestandosi a 151.600 affari, a fronte dei 139.650 dell’anno precedente. In questo contesto, l’Italia peggiora la propria posizione, collocandosi, con 13.750 casi, al 3° posto per maggior numero di ricorsi pendenti, rispetto al 5° posto raggiunto nel 2010, con 10.200 casi. Nel 2011, inoltre, 64.500 casi sono stati attribuiti a una formazione giudiziaria incaricata di procedere al loro esame (erano 61.300 nel 2010 e 57.100 nel 2009), sia questa giudice unico, comitato di tre giudici, Camera e Grande Camera, con un incremento del 5% rispetto al 2010. In aumento rispetto al 2010 anche il numero dei ricorsi dichiarati irricevibili o radiati dal ruolo: 50.677 nel 2011, a fronte dei 38.576 nel 2010, con un incremento del 31%. Deve dunque rilevarsi che in Italia vi è una elevatissima propensione a ricorrere alla Corte di Strasburgo, da considerarsi in crescita costante.
http://www.governo.it/Presidenza/CONTENZIOSO/comunicazione/allegati/PCM_Relazione_2011.pdf
