(20 lug) Ogni anno annegano in Italia circa 400 persone. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità tuttavia evidenziano una forte diminuzione della mortalità a partire dagli anni ’70 che sembra aver raggiunto una soglia negli ultimi 10 anni. Dati significativi che hanno permesso di ottenere importanti risultati nella prevenzione degli annegamenti: maggiore consapevolezza dei rischi, capacità di nuotare, cambiamenti di abitudini, educazione nelle scuole, ruolo degli organi di stampa, sorveglianza nelle spiagge Nell’estate del 2011 sono state soccorse, e quindi salvate, 180 persone, molte delle quali senza il soccorso sarebbero andate incontro ad una morte certa. Gli episodi di annegamento si concentrano principalmente nei tre mesi estivi. Il problema della necessità di prevenire e contenere gli effetti degli incidenti in acque di balneazione viene affrontato in modo molto eterogeneo nelle diverse aree del territorio nazionale. In alcune spiagge, spesso a seguito del ripetersi di questi incidenti, sono state promosse misure di prevenzione e di assistenza ai bagnanti che hanno consentito di ottenere risultati importantissimi nel giro di pochi anni. Praticamente sono stati azzerati gli annegamenti. Ma queste spiagge sono pochissime. In gran parte delle aree del territorio nazionale e soprattutto nelle spiagge libere ai bagnanti non viene nei fatti riconosciuto il diritto ad essere informati dei pericoli che possono essere presenti e non viene fornito alcun servizio di sorveglianza. Si tratta in queste ultime situazioni di un ritardo soprattutto culturale dovuto al persistere di una mentalità secondo la quale gli annegamenti sono inevitabili fatalità, un prezzo da pagare a fronte del grande numero di persone che in estate si godono il refrigerio delle fresche acque. Che invece sia possibile prevenire questi incidenti è dimostrato dai dati disponibili. Quelli relativi alla mortalità per annegamento in Italia permettono di osservare un trend in forte diminuzione a partire dagli inizi degli anni ’70, sia in valori assoluti, sia in termini di tassi.
