(26 lug) – I depositi bancari delle famiglie sono una delle primarie componenti di finanziamento a cui le banche possono accedere e sui quali, generalmente, possono fare maggiore affidamento. Dall’ottobre del 2011 nei paesi Pigs (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna) la variazione su base annua dei depositi si è attestata su valori ampiamente negativi: -3,5 per cento a maggio 2012 (ultimo dato disponibile). A incidere sull’andamento, oltre al quadro macroeconomico profondamente negativo di questi paesi che limita le capacità di risparmio delle famiglie, è anche la sfiducia dei risparmiatori verso le banche nazionali. La sfiducia è particolarmente forte in Grecia, dove il default virtuale dei titoli di Stato ha aperto la possibilità di un’uscita dall’euro e, quindi, della relativa svalutazione della valuta in cui tutte le attività finanziarie verrebbero ridenominate, ma colpisce anche Irlanda e, soprattutto, la Spagna, visto lo stato di salute precaria in cui versano diversi istituti di credito domestici (Bankia in primis). Per quanto riguarda l’Italia, la dinamica dei depositi bancari delle famiglie è stata per un lungo periodo pressoché allineata con quella dei Pigs. Con l’avvitarsi della crisi, però, le famiglie italiane non sembrano aver perso la fiducia nella solidità delle banche nazionali. Anzi, a partire dal nuovo anno i depositi bancari sono tornati su buoni tassi di crescita, fino a riportare l’Italia sulla media dell’area euro (intorno al 3 per cento a maggio 2012). “Il fatto di aver mantenuto la fiducia dei correntisti italiani – osserva l’economista Carlo Milani – è un importantissimo asset per le banche italiane e deve assolutamente essere conservato e salvaguardato (purtroppo non si può dire altrettanto per la fiducia da parte dei correntisti esteri, che negli ultimi sei mesi hanno ritirato dal nostro paese circa 200 miliardi di euro). È fondamentale, per le sorti economiche del nostro paese, che le banche italiane contraccambino questa fiducia, dando a loro volta fiducia a quelle imprese e famiglie che siano meritevoli di essere finanziate”.
