(27 lug) – Che impatto hanno i giochi olimpici sul benessere della nazione che li organizza? Solo Los Angeles 1984 ha rappresentato un vero successo economico, con 250 milioni di dollari di utile. La chiave dell’exploit stava, tuttavia, nel coinvolgimento esclusivo di capitali privati e in costi bassissimi: solo due impianti (velodromo e stadio del nuoto) furono costruiti ex novo. Barcellona 1992 ha avuto un impatto straordinario sulla città, ridisegnata e restituita all’Europa come nuova perla della Spagna post-franchista, ma non ha prodotto utili da sogno o risultati economici eclatanti. Inoltre, il caso è completamente diverso da quello di Londra, città di fatto già stabilmente affermatasi tra le mete di turismo e le capitali più visitate d’Europa, senza bisogno di un particolare rilancio. Anche le Olimpiadi del centenario di Atlanta 1996 hanno avuto una ricaduta positiva sulla città, ma un risultato economico di sostanziale pareggio tra ricavi e spese. Due campanelli d’allarme, invece, ci vengono da Montreal 1976, giochi olimpici organizzati in modo disastroso, con la città che ha finito di pagare i debiti solo in corrispondenza di Pechino 2008.
E Atene 2004: investimenti faraonici per 9 miliardi di euro, un altro miliardo per la sicurezza; una capitale tirata a lustro durante le settimane dell’evento, ma uno strascico di disastro economico che, oggi, fa inginocchiare la Grecia davanti alla scure della troika.
