E’ uscito il nuovo album del cantautore siciliano Toti Poeta “L’ora di socialità” (Malintenti Dischi / Audioglobe): brani come “L’arresa”, “La comprensione”, “Riparto da noi” o “Quel che rimane” raccontano con genuinità e sensibilità una società che ha “voglia di riappropriarsi degli spazi culturali, di un riscatto, di andare oltre l’informazione ‘filtrata’”. Toti Poeta parla, infatti, così del suo nuovo lavoro che arriva dopo “Lo stato delle cose”, pubblicato da “Malintenti Dischi” e distribuito da Jestrai nel 2008. “Ho scritto questi pezzi negli ultimi anni – racconta il cantautore – sono brani che nascono sulla scia di ‘Faccio di tutto’ un pezzo realizzato nel dicembre 2010 a sostegno della campagna referendaria per l’acqua pubblica”. Il brano che poi è diventato la colonna sonora della campagna, ha fatto da apripista a quello che Toti Poeta definisce “un album legato a tematiche sociali”. “L’ora di socialità”, la canzone che dà il nome all’album “racconta – come spiega l’artista nato a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, trentadue anni fa – il momento in cui i matti escono dai reparti e si ritrovano nel cortile dell’istituto di detenzione”. Il disco, però, snocciola vari stati d’animo: da “l’arresa” a una invocata “comprensione”, fino all’indignazione per una società sempre più economica e quasi mai umana. “Credo, specie in un momento come questo, che bisogna parlarsi e trovare soluzioni condivise, che la musica debba fare la sua parte, è l’ora di socialità” dice Toti Poeti, che dopo una serie di concerti a Roma e nella sua amata Sicilia si sta preparando per un tour che tra fine settembre e ottobre lo porterà in giro per l’Italia. “Come i grandi cantautori degli anni ’70 anche oggi chi fa musica può lanciare appelli, invitare alla riflessione – continua il giovane contautore – credere e portare avanti anche piccole battaglie”. “Cerco di stare tra la gente, di captarne umori e sensazioni. Solo così è possibile raccontare lo stato delle cose – aggiunge l’artista – oggi avverto un desiderio di socialità e condivisione che fino a qualche tempo fa non c’era. Chissà se questa voglia di confronto, di cultura e di crescita, non nasca proprio dal fatto che stiamo attraversando un periodo di crisi economica”. Una crisi che come ricorda anche Toti Poeta, non ha risparmiato il mondo della discografia: “Non è facile oggi fare musica. Ma bisogna essere tenaci e crederci. E’ dalla crisi che nasce la voglia di reiventarsi. Io – conclude – credo che rappresenti anche uno stimolo: difronte a delle difficoltà non si può far altro che scoprire mondi nuovi e sperimentare”. (30 lug – Gil)
