“In occasione del parere che la commissione Esteri della Camera ha espresso sul testo unificato relativo all’organizzazione e al funzionamento del Museo dell’emigrazione italiana, all’esame della commissione Cultura, ho ritenuto di fare alcune osservazioni sostanziali volte a migliorare l’impostazione culturale del provvedimento”. E’ quanto ha dichiarato Marco Fedi, deputato del Pd eletto all’estero, a commento del parere che la commissione Esteri ha espresso sull’impianto della legge riguardante il Museo dell’emigrazione. “La questione centrale è quella di definire quale debba essere l’asse culturale di questa importante istituzione tesa a conservare e a riproporre in termini attuali la memoria dell’emigrazione italiana – ha spiegato Fedi –. L’idea che ho avanzato è che l’emigrazione debba essere considerata nell’impaginazione museale non come un evento isolato, ma nel contesto delle migrazioni internazionali che caratterizzano la realtà contemporanea. Solo in questo modo si valorizza la nostra emigrazione come un fenomeno globale, si dà ragione della trasformazione dell’Italia da paese di storica emigrazione in paese anche di immigrazione, si coglie pienamente il fenomeno delle ‘nuove mobilità’ verso l’estero, che coinvolge ormai annualmente decine di migliaia di nostri giovani”. “Un secondo aspetto – ha aggiunto – riguarda la gestione scientifica. Essa deve essere affidata esclusivamente ad esperti di alto e provato profilo, sia che risiedano in Italia, sia che operano nelle aree di maggiore insediamento di italiani, come il Nord America, il Sud America, l’Europa e l’Australia. Il direttore generale degli italiani all’estero, che rappresenta il Mae, l’ente che detiene il Museo – ha concluso – deve avere compiti di stimolo e controllo della struttura, senza partecipare alle attività scientifiche, che devono essere coordinate ma del tutto autonome rispetto alla gestione amministrativa. Andrebbe stabilito inoltre un raccordo più preciso con la dimensione regionale della nostra emigrazione, anche all’interno del Comitato scientifico”.(31 lug – Ram)

