Roma, 8 ago – “Su 275 uomini scesi nelle miniere di carbone di Marcinelle, solo 13 si salvarono. Delle 262 vittime 136 erano italiani, il più giovane di 14 anni e il più anziano di 53 anni emigranti da varie regioni italiane. Molti erano abruzzesi e calabresi” Si apre così il ricordo di Antonio Razzi dedicato alla tragedia dell’8 agosto 1956 e che in occasione della ricorrenza ricorda Mirko Tremaglia”, “strenuo difensore degli italiani e della italianità all’estero” che come primo ed unico Ministro per gli italiani nel mondo chiese che l’8 agosto diventasse la “Giornata nazionale del sacrificio e del lavoro italiano nel mondo”. “Io sono stato per 40 anni emigrato in Svizzera da operaio, posso testimoniare come parte in causa del sacrificio, delle mortificazioni e delle avversità che la vita, una nuova vita all’estero, ha elargito a larghe mani a quanti come me fuggivano dalla fame e dalla miseria. Il nostro paese, i nostri governi ancora non hanno recepito alcuna lezione positiva circa il fenomeno dell’emigrazione e della immigrazione. Siamo ancora lontani da una presa di coscienza civile del fenomeno”.
(red)
