L’ALTRA FACCIA DELLE DONNE IRANIANE NEL ROMANZO DI LOUISE SORAYA BLACK
Layla è un’insegnante di inglese appartenente alla middle class di Teheran, città schiacciata dal pugno di ferro del regime degli ayatollah. Poche le opportunità concesse alle donne, ma la giovane rifiuta di piegarsi agli obblighi della morale pubblica e alle pressioni della madre, che la vorrebbe dare in sposa a un ragazzo di buona famiglia, e si lascia invece coinvolgere in una relazione clandestina con il suo insegnante d’arte, il misterioso Keyvan. I due infrangono tutte le regole della società, ma dopo la morte improvvisa dello zio della ragazza, un giornalista dissidente, e l’arresto di Sara, una cugina cresciuta in America, antichi segreti e nuove rivelazioni fanno vacillare le certezze di Layla… In “Il cielo color melograno” (66thand2nd; euro 15; pp. 272), l’autrice Louise Soraya Black, attraverso una struttura narrativa a flashback, offre dell’Iran un ritratto d’altri tempi, relazioni tra amici e familiari, frammenti di vita quotidiana, lontani dall’eco oscura del fondamentalismo. Come in “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi, sono le donne il vero cardine del cambiamento ma anche le gelose custodi di una cultura gloriosa. L’autrice, di madre inglese e padre iraniano, mostra l’altra faccia delle donne iraniane, determinate e coraggiose, catturandone lo spirito combattivo. (Naf)
L’AMORE SECONDO LEONARD COHEN
Uscito originariamente nel 1978, “Morte di un casanova” (Minimum Fax; euro 16; pp. 440) è una raccolta di poesie, prose poetiche, pagine di diario sul tema dell’amore che offrono un ritratto intimo e toccante dell’autore Leonard Cohen. Un libro con una struttura particolare, in cui a una poesia o un brano di prosa ne segue quasi sempre un altro, dallo stesso titolo, che gli fa da controcanto in tono opposto, più ironico o più doloroso; un gioco di specchi che incarna perfettamente le contraddizioni, i paradossi e le ambiguità della personalità di Cohen, e dell’esperienza amorosa in sé. Un libro appassionante e provocatorio che resta fra i più significativi della produzione di colui che la cantautrice Suzanne Vega ha definito “mistico e amante, penitente e monaco. Uno dei grandi songwriters del nostro tempo”. (Naf)
UNA FAVOLA SULLA SEMPLICITÀ DEI VALORI
Sull’Appennino tosco-emiliano, non lontano dall’Abetone, c’è una valle stretta e tortuosa, e in fondo una casa, una piccola casa con il tetto coperto di plastica colorata e due comignoli che buttano fumo sempre, estate e inverno. Un industriale della seta torna ai boschi dove un tempo andava a far funghi e la vede, quella casa. Malgrado il fuoco acceso sembra disabitata. È incuriosito. Entra. E lì comincia la sua avventura, che lo strappa alla mesta quotidianità del denaro e del potere per precipitarlo dentro un vertiginoso delirio, che è prova e passaggio, alla scoperta di sé. Mauro Corona, già vincitore con “Le voci del bosco” del premio Grinzane-Cavour 2008 e con “La fine del mondo storto” del premio Bancarella 2011, con “La casa dei sette ponti” (Feltrinelli; euro 7,50; pp. 64) scrive una piccola grande storia che suona come un apologo ed è allegoria della condizione umana quando perde di vista la semplicità dei valori cardine. (Naf)
TECHNO VINTAGE, STORIA ROMANTICA DEGLI OGGETTI TECNOLOGICI
“Techno Vintage” (Tunué; euro9,70; pp. 112, è il nuovo volume della collana “Frizzz” di Tunué, casa editrice specializzata nel fumetto, che illustra i fenomeni pop e contemporanei dei nostri tempi, portando il lettore a fare un autentico tuffo nel passato a colpi di design e tecnologia. L’autrice Elena Paparelli mette in rassegna, attraverso un saggio agile e puntuale – tra storia e curiosità –, tutti quegli oggetti, popolari o rarissimi, funzionali o puramente estetici, che fanno la felicità dei collezionisti dell’usato di mezzo mondo. Un patrimonio di memoria viva, che arricchisce la comprensione delle cose che attraversano il nostro quotidiano e lo accompagnano con discrezione, rendendolo più ricco e colorato. Elena Paparelli, classe 1977, giornalista pubblicista, laureata in scienze della comunicazione, lavora a “Rainet” e scrive per il “Nuovo Paese Sera”. (Naf)
LA LOS ANGELES MALATA DI TONY O’NEILL
Jeffrey e Randal vivono nella Los Angeles di oggi, una metropoli in cui il mondo della rispettabilità si incrocia sempre e pericolosamente con quello del crimine e dove il potere del denaro regna indiscusso, quasi limpido nella sua assenza di contrappesi. Jeffrey è un ex ragazzo di strada inglese, fuggito nella città californiana. Randal è un rampollo del più importante magnate cinematografico hollywoodiano. Si conoscono per caso in una clinica di disintossicazione gestita da un ambiguo dottore, che è anche un divo della televisione grazie a un reality dal titolo Disintossicare l’America, nel quale alcune micro-celebrità si sottopongono, o fingono di sottoporsi, al trattamento terapeutico. Jeffrey ha deciso di disintossicarsi subito dopo la morte improvvisa del suo compagno, un ex poliziotto molto più grande di lui, dedito ad attività e frequentazioni non sempre legali. Sa di dover essere pienamente in sé per poter affrontare un affare che potrebbe cambiargli per sempre la vita. L’affare riguarda una vecchia pellicola amatoriale pornografica in cui sono protagonisti alcune delle star più famose di Hollywood, ma in particolare Sharon Tate, l’ex moglie di Roman Polanski. Questa la trama di “Sick City” (Playground; euro 18; pp. 300) di Tony O’Neill, l’ex musicista che si è fatto notare nell’universo letterario nel 2006 dando alle stampe un romanzo di ispirazione autobiografica, centrato sulla sua esperienza di tossicodipendente, dal titolo “Digging The Vein”. (Naf)
