L’Arbitro Bancario Finanziario (Abf) è un sistema di risoluzione delle liti tra i clienti e le banche e gli altri intermediari che riguardano operazioni e servizi bancari e finanziari. È detto “stragiudiziale” perché offre un’alternativa più semplice, rapida ed economica rispetto al ricorso al giudice, che spesso invece comporta procedure complesse e anche molto lunghe. La Banca d’Italia fornisce i mezzi per il funzionamento dell’Abf. Nel 2011 sono pervenuti 3.578 ricorsi (più 5% rispetto al periodo 2009-2010) e sono state adottate 2.760 decisioni. I ricorsi che riguardano le banche costituiscono la quota prevalente (il 67,3%) di quelli presentati; i ricorsi riguardanti le finanziarie rappresentano il 16,2%. I ricorsi riguardanti Poste italiane S.p.A. sono il 13,4% del totale. Ricorrono all’Arbitro più i privati cittadini che le imprese: i ricorsi dei consumatori-persone fisiche rappresentano l’80,3% del totale. I ricorsi in materia di conti correnti e di mutui sono i più frequenti (rispettivamente il 14% e il 12,8% del totale), sebbene in calo rispetto al 2010; sono notevolmente aumentati i ricorsi riguardanti i finanziamenti dietro cessione del quinto dello stipendio o della pensione (150 a fronte dei 58 del 2010). Risultano in aumento anche le quote dei ricorsi in materia di servizi e strumenti di pagamento (complessivamente il 28% contro il 21,3% dell’anno precedente) . Per quanto concerne gli esiti delle procedure, il 4,9% dei ricorsi presentati sono stati dichiarati irricevibili o archiviati per rinuncia già nella fase preparatoria curata dalle Segreterie tecniche. Dei 2.760 ricorsi giunti a decisione, il 62% (61% nel 2010) ha avuto un esito favorevole per il cliente – attraverso una pronuncia che gli ha dato, in tutto o in parte, ragione – o comunque una conclusione soddisfacente per i suoi interessi.
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/rel_abf/relazione_2011.pdf
