A NAPOLI LE FOTO DI STANLEY KUBRICK
Il Palazzo delle Arti Napoli fino al 9 settembre presenta i sorprendenti lavori fotografici giovanili di Stanley Kubrick. Il progetto espositivo, sostenuto dal Comune di Napoli e prodotto da GAmm Giunti con la collaborazione del Museum of the City of New York e per la prima volta in Italia con i Musées Royaux Des Beaux-Arts de Belgique, indaga un aspetto ancora poco conosciuto del celebre regista: il suo stile nel fare fotografia, che rivela una precocissima profondità umana, poi ritrovata nei suoi futuri capolavori di regia. La mostra è inoltre un’occasione per conoscere le radici della creatività di colui che sarebbe diventato un fotografo di prima grandezza, se non avesse improvvisamente lasciato il suo lavoro per girare il film “Paura e desiderio” (1953), primo lungometraggio di una straordinaria avventura da regista. In esposizione negli spazi del Pan si ammirano 168 fotografie, realizzate dal giovanissimo fotografo tra il 1945 e il 1950, stampate dai negativi originali conservati nella Look Magazine Collection del Museo di New York. Questo patrimonio fotografico fino a poco tempo fa era quasi sconosciuto, e se ne aveva traccia soltanto nelle illustrazioni degli articoli pubblicati su Look Magazine, da quando il giovane Kubrick ritrasse un edicolante affranto per la morte di Roosevelt il 26 giugno 1945. La foto affascinò così tanto Look Magazine che subito lo assunse come fotoreporter nella rivista, a soli 17 anni, pubblicando da quel momento tutti i suoi lavori fotografici. Il regista aveva soli 17 anni quando viene assunto dalla nota rivista per documentare la vita quotidiana nell’America dell’immediato dopoguerra, attraverso le storie di celebri personaggi come Rocky Graziano o Montgomery Clift, le inquadrature contraddittorie di una New York in corsa per diventare la nuova capitale mondiale, o della giovane borghesia universitaria della Columbia University. Sebbene divenuto regista di successo, il legame con la fotografia non si spezzerà mai: basta considerare i lunghi tempi di inquadratura cinematografica di Kubrick. Il regista passava ore a studiare il particolare dell’immagine, la prospettiva, l’illuminazione, la posizione dei soggetti e degli oggetti in scena, come fosse una fotografia.
(red)
TORINO OMAGGIA MARISA MERZ
Fino al 16 settembre la Fondazione Merz di Torino presenta per la prima volta nei propri spazi espositivi una mostra antologica di Marisa Merz, seconda tappa di un progetto in collaborazione con la Fondazione Querini Stampalia di Venezia dedicata alla 82enne artista, tra i protagonisti dell’arte povera italiana, moglie dell’altrettanto celebre Mario Merz. La mostra presenta una molteplicità di opere, sia storiche, a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, sia recenti e spesso inedite, installate sotto la guida acuta e meticolosa dell’artista, con l’intento di esprimere il carattere intimo e visionario della sua poetica. L’antologica presenta una molteplicita’ di opere storiche – a partire dalla seconda meta’ degli anni ‘60 e recenti, spesso inedite, installate sotto la guida dell’artista. Tutte le modalita’ espressive proprie di Marisa Merz sono presenti: disegno su diversi supporti, sculture in argilla cruda, tessiture di filo di rame e di nylon, oggetti trasformati dalla cera. La quinta edizione di Meteorite in Giardino, rassegna torinese di arte, musica e danza, che si svolgerà nei mesi di giugno e luglio in contemporanea alla mostra, ruoterà intorno alla figura di Marisa Merz.
(PO / red)
A ROMA IL RICORDO DI SABRA E CHATILA
La mostra “Notte molto nera” – alla Casa della Memoria e della Storia di Roma fino al 21 settembre – nasce da un viaggio in Libano della fotografa e antropologa visiva Laura Cusano al seguito del Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila, nato nel 2000 per volontà del giornalista scomparso Stefano Chiarini con l’intento di sottrarre il massacro dall’oblio. Ogni anni il Comitato si reca sui luoghi della strage nei giorni dell’anniversario per dimostrare vicinanza e solidarietà al popolo palestinese e ribadire la necessità del rispetto della risoluzione Onu 194 sul diritto al ritorno, per mettere fine alle vessate condizioni dei profughi. Con 20 immagini in grande formato che evidenziano lo stretto legame che intercorre tra memoria e fotografie, “Notte molto nera” offre uno spunto di riflessione su una delle pagine più drammatiche del conflitto mediorientale, a trent’anni esatti dai fatti di Sabra e Chatila, accaduti tra il 16 e il 18 settembre 1982. La strage è rimasta impunita, malgrado l’efferata uccisione di circa 3.500 civili palestinesi per mano delle falangi cristiane del governo libanese sia stata riconosciuta come ‘crimine di guerra’ da parte della comunità internazionale. La mostra comprende anche immagini sulla criticità della condizione infantile, il Gaza Hospital e le cerimonie di commemorazione, mentre una parte dell’area espositiva è riservata alla documentazione storica dell’evento con immagini di repertorio, articoli e un pannello introduttivo che illustra gli intenti espositivi. “Notte molto nera” è a cura della Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e Biblioteche di Roma. L’iniziativa propone anche una mostra di libri.
(PO / red)
ESSER: IL FOTOGRAFO DELLE DONNE
Foto di onde in bianco e nero e a colori di mari in luoghi diversi nella mostra “Undine” fino al 22 settembre nella Galleria Alessandra Bonomo di Roma. Da sempre il mare è presente nei lavori del 24 fotografo tedesco Elger Esser, che ha trascorso molti anni a Roma, spesso combinato con elementi architettonici, come nella serie a colori qui esposta, dove l’immagine, rielaborata e resa simile a pittura, riporta l’osservatore in un contesto in cui lo spazio e il tempo rimangono sospesi. Esser viaggia il mondo con la sua macchina fotografica alla ricerca di un’immagine ideale della realtà; i suoi paesaggi, le sue immagini rarefatte, silenziose, danno la sensazione di essere immersi in un contesto totalmente puro, non contaminato, dove la mente viene indotta alla contemplazione. Così avviene nella serie di Undine del 2012, composta da tutte foto uniche, dove protagonista è il mare, colto nel momento solitario ed irripetibile dell’onda.
(red)
