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DIVORZIO ED ECONOMIA: SI DIVENTA PIU’ POVERI

it@withub.it by it@withub.it
4 Settembre 2012
in Archivio Numeri
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(4 set) – Secondo l’indagine Eu Silc condotta nel 2009 i separati – legali o di fatto – e coloro che hanno sperimentato un divorzio rappresentano il sei per cento della popolazione di età superiore ai 15 anni. Nonostante il loro livello di istruzione sia mediamente più
elevato rispetto al resto della popolazione e risiedano prevalentemente in aree più ricche (Centro- Nord), queste persone sono esposte più frequentemente al rischio di povertà (20,1 per cento), sia rispetto al complesso della popolazione (17,5 per cento) sia, e soprattutto, rispetto alle persone coniugate che non si sono mai separate (15,6 per cento). La separazione e il divorzio influiscono principalmente sulla condizione economica delle donne: il rischio di povertà e quello di deprivazione colpiscono,
rispettivamente, il 24,0 per cento e il 24,4 per cento di quante hanno subito una separazione o un divorzio, mentre per gli uomini che hanno sperimentato gli stessi eventi queste percentuali scendono al 15,3 e al 17,5. Se la donna è occupata a tempo pieno queste differenze sostanzialmente si annullano. Guardando al momento della separazione, la maggiore frequenza di casi di disagio si registra per le donne che pagavano l’affitto, ma anche per quelle che avevano l’abitazione in uso o in usufrutto e per quelle che non avevano un’occupazione o che erano occupate a tempo parziale. Dopo due anni dall’evento, circa il 35 per cento di chi non aveva un’occupazione
(disoccupate e inattive) ha iniziato a lavorare, ma il cambio di stato occupazionale non è stato sufficiente a tutelarle: più del 32,0 per cento di quelle che sono entrate sul mercato del lavoro è materialmente deprivata e il 26,3 per cento è a rischio di povertà. In caso di separazione, la famiglia di origine svolge un ruolo di sostegno importante sia per gli uomini sia per le donne. Molti tra quelli che cambiano abitazione tornano dai genitori (36,0 per cento) e nei due anni successivi lo scioglimento dell’unione il 19,0 per cento dei separati ha ricevuto aiuti regolari
od occasionali in denaro o in natura principalmente da familiari.

Fonte:
http://www.istat.it/it/files/2012/05/Capitolo_4.pdf

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