(24 set) Nel 2012 il grado di apertura dell’economia italiana rispetto ai paesi più liberalizzati d’Europa vale il 52%, in crescita di 3 punti rispetto al 2011. L’Indice delle liberalizzazioni misura l’apertura alla concorrenza di sedici mercati, confrontandoli coi paesi più concorrenziali. I settori misurati sono: mercato elettrico, mercato del gas naturale, servizi idrici, telecomunicazioni, trasporto ferroviario, trasporto aereo, trasporto pubblico locale, autostrade, poste, televisione, borse, ordini professionali, mercato del lavoro, fisco, pubblica amministrazione e mercato dell’arte. Anche nel 2012 il settore più liberalizzato è il mercato elettrico (77% rispetto al Regno Unito), seguito dai mercati finanziari (66% rispetto alla Svizzera) e trasporto aereo (65% rispetto all’Irlanda). I settori meno liberalizzati sono i servizi idrici (19% rispetto al Regno Unito), le ferrovie (36% rispetto alla Svezia) e le autostrade (40% rispetto alla Spagna). Le variazioni più importanti si registrano nel settore autostradale (+12 punti percentuali) e nelle professioni, nel mercato elettrico e nelle poste, ciascuno dei quali avanza di 5 punti. Complessivamente, dei 16 settori indagati 10 migliorano, 3 restano stabili e 3 arretrano, seppure in misura poco significativa. L’Indice delle liberalizzazioni è il risultato del lavoro di un gruppo di ricercatori dell’Istituto Bruno Leoni.