“DI TUTTE LE RICCHEZZE”, IL RITORNO DI STEFANO BENNI
Stefano Benni torna in libreria con il romanzo “Di tutte le ricchezze”, edito da Feltrinelli. Il libro racconta le vicende di Martin, un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall’arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d’arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L’apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer… (Red)
“L’AMORE IMPERFETTO” DEI GENITORI
Madri accoglienti o intrusive, distanti o iperprotettive, madri fredde o incoraggianti, madri che sbagliano: amor di madre o “mal di madre”? Le madri possono essere molto diverse da come ce le aspetteremmo: possono assicurare il benessere psicologico dei figli ma anche arrecare loro gravi danni psicologici, o addirittura essere così violente da ucciderli. Come mai? E i padri? Padri autorevoli, autoritari, assenti, padri “mammo”. Sono le problematiche affrontate nel libro di Grazia Attili, “L’amore imperfetto. Perché i genitori non sono sempre come li vorremmo”, pubblicato dalla casa editrice il Mulino. Quanto è cambiato questo ruolo nel corso della storia? E come mai è così diverso da quello materno? Due storie parallele nella loro complessità che l’autrice scandaglia a partire da fattori evoluzionistici che ci fanno capire cosa può rendere ambivalente l’amore dei genitori. Tra letteratura, cinema, mitologia e cronaca, ancora una volta le vicende storiche e culturali affondano nella biologia. Grazia Attili, psicologa evoluzionista, insegna Psicologia sociale all’Università La Sapienza di Roma. Tra i suoi volumi “Attaccamento e costruzione evoluzionistica della mente” (Cortina, 2004); con il Mulino “Attaccamento e amore” (2004) e “Psicologia sociale” (2011). (PO / Red)
“MIRTILLI A COLAZIONE” DI MITCHELL MOORE
Burlington, Vermont. Il tavolo della colazione sembra un campo di battaglia. Uova strapazzate sbocconcellate, macchie di marmellata mista a yogurt, briciole di pane sulla tovaglia. In salotto giocattoli sparsi a terra e il pianto di un neonato. Ginny e William pensavano di non doversi più occupare di queste cose. Tutti i loro figli sono ormai grandi e se ne sono andati finalmente a vivere per conto loro. Il loro programma era quello di godersi in pace gli anni della loro vecchiaia, curare il giardino, scaldarsi alle chiacchiere serene dell’ultimo sole. Ma è bastato un solo, breve weekend perché la casa fosse improvvisamente invasa da tutta la loro progenie… Così inizia il romanzo “Mirtilli a colazione” di Meg Mitchell Moore, edito da Garzanti. L’autrice vive in Massachusetts: lavora da molti anni come giornalista e “Mirtilli a colazione” è il suo esordio letterario. (Red)
“MABEL DICE SÌ” DI LUCA RICCI
Un pianista che fa il portiere di notte. Un albergo e le sue stanze, perfette per nascondere i segreti. Un’enigmatica receptionist, con “un sorriso negli occhi” al quale è impossibile resistere. Un gioco di presenze e fughe, di sguardi e tradimenti. Un romanzo conturbante sul potere invincibile di chi sa dire al mondo – semplicemente – sí. Con una scrittura che intrappola il lettore nella medesima veglia forzata vissuta dal protagonista, Luca Ricci ci consegna il ritratto indimenticabile di una donna disposta a mettere da parte “quell’illusione di unicità che anche il legame più abietto non è disposto a negoziare”. Questa la trama di “Mabel dice sí” di Luca Ricci, edito da Einaudi. L’autore è nato a Pisa nel 1974. Ha pubblicato “Il piede nel letto” (Alacrán 2005, Premio Cocito- Montà d’Alba), “L’amore e altre forme d’odio” (Einaudi 2006, Premio Chiara), “La persecuzione del rigorista” (Einaudi 2008), “Come scrivere un best seller in 57 giorni” (Laterza 2009). (Red)
TRINTIGNANT RACCONTA LA SUA STORIA
L’abbiamo conosciuto con il vento tra i capelli, su una Lancia Aurelia guidata da Vittorio Gassman, nel “Sorpasso”. Era bello, sorridente, felice e correva a tutta velocità verso il futuro. E invece la tragedia lo aspettava dietro l’angolo. In quel film e nella vita. Alcuni anni dopo, mentre Trintignant è sul set del Conformista di Bernardo Bertolucci, la scure del destino, impietosa, cala su di lui: la secondogenita Pauline muore in culla. Seguono anni duri, dolorosi, che però i grandi successi professionali in qualche modo addolciscono. Ma proprio quando la vita sembra aver compiuto il suo ciclo, l’anziano Trintignant, ormai nonno di quattro nipoti, viene colpito ancora una volta da una freccia avvelenata: sua figlia Marie muore, ammazzata di botte dal compagno, il cantante dei Noir Désir Bertrand Cantat. Un dolore così a settant’anni può essere fatale. Eppure Trintignant ancora una volta decide di vivere, di continuare a percorrere la sua strada che proprio quest’anno l’ha portato a vincere a ottantun anni la Palma d’Oro a Cannes con il film Amour. In “Alla fine ho deciso di vivere”, edito in Italia da Mondadori, Trintignant racconta la sua storia ripercorrendo la sua vita, quella vita che tanto gli ha dato e che forse troppo gli ha tolto. (Red)
