Questa volta l’addio è definitivo. Michael Schumacher al termine della stagione abbandonerà la Formula Uno, mettendo la parola fine su una carriera strepitosa nella prima fase e inevitabilmente senza sussulti nella seconda. “E’ tempo di riprendere la vita normale, alla fine della stagione mi ritiro”, poche parole che rimbalzano da Suzuka, a qualche giorno dall’annuncio dell’ingaggio di Lewis Hamilton dalla Mercedes e di Sergio Perez dalla McLaren. Piloti giovani, i campioni di oggi e di domani. Proprio quelli con i quali Schumi non è riuscito a competere nella sua seconda vita agonistica: il rientro nel Circo dei motori a 40 anni aveva fatto scalpore. Mediaticamente, una bomba. Ma il fisico è importante anche per un pilota e alla fine “l’anziano” Schumi non è mai riuscito a colmare con la sua classe senza tempo quel gap, complice anche una Mercedes spesso a un passo dalle migliori ma mai sullo stesso livello. L’addio arriva così, quasi inevitabile. Il fuoriclasse tedesco lascia con sette titoli mondiali, un almanacco di record personali e di scuderia, e un affetto dei tifosi che non è stato mai offuscato, nemmeno dalle scialbe prestazioni della sua seconda vita sportiva. (Cog)
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