(5 ott) Nel 2002 la quota di famiglie che dichiaravano di aver elargito una somma ad amici o parenti a fondo perduto era inferiore al 5%. Questa quota è cresciuta considerevolmente negli anni seguenti e, nel 2010, quasi una famiglia su quattro affermava di aver effettuato trasferimenti di questo tipo. L’ammontare medio donato, pur diminuito, rimane consistente e pari a circa 2.000 euro. Stranamente, la quota di famiglie che afferma di aver ricevuto un trasferimento è cambiata solo marginalmente così come l’ammontare medio ricevuto (circa 2500 euro). Questo può essere dovuto a varie motivazioni: in primo luogo vi può essere uno stigma sociale legato al ricevere questa forma di aiuto e le famiglie tenderebbero a negare di aver ricevuto trasferimenti; in secondo luogo le famiglie a basso reddito, che sono generalmente le maggiori beneficiarie, sono sottorappresentate nell’indagine della Banca d’Italia. Infine, una parte della discrepanza tra il numero di coloro che elargiscono e ricevono potrebbe essere dovuta alla crescente presenza di immigrati che tendono a inviare rimesse nel paese di origine più frequentemente di quanto non ne ricevano. Nel 2010, ad aver ricevuto un trasferimento da parenti o amici è stata una famiglia su tre con capofamiglia giovane (24-35 anni) in cerca di prima occupazione e circa il 40% delle famiglie con un capofamiglia giovane e disoccupato. La percentuale scende al 15% ed al 18% rispettivamente per i capofamiglia tra i 35 e 54 anni ed a meno del 5% per le altre classi d’età.
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