Sette cittadini su 10 acquistano bio con un aumento della spesa dell’8,9% su base annua, in leggero rallentamento rispetto al tasso di crescita del 2010, ma in chiara controtendenza con la riduzione complessiva dei consumi di generi alimentari convenzionali. L’Italia rimane il principale produttore europeo, in termini di quantità e diversità delle produzioni con i suoi 1.100.000 ettari certificati. Sono questi alcuni dei dati, diffusi oggi dal dossier “Bio, benessere garantito” di Aiab, Coldiretti e Legambiente in occasione della XIII edizione della Biodomenica, la giornata dedicata all’agricoltura biologica in corso nelle principali piazze italiane. Sono stati migliaia infatti i cittadini che hanno affollato i mercatini biologici di vendita diretta e i numerosi eventi organizzati nell’ambito della manifestazione. Ad animare la giornata, oltre alle degustazioni enogastronomiche ci sono stati incontri, dibattiti, mostre, convegni, workshop e le “officine del bio”, i laboratori pratici dove imparare la preparazione del pane, della pasta e le principali attività della produzione e della trasformazione alimentare. In Italia il settore biologico registra un fatturato di circa un miliardo e 550 milioni di euro l’anno, sono 1.096.889 gli ettari investiti nelle coltivazioni biologiche, per cui il Belpaese risulta al settimo posto nella classifica mondiale con il 3% circa della superficie complessiva, valutata sui 37 milioni di ettari. In linea generale, il settore degli operatori risulta in crescita dell’1,3% rispetto al 2010 con 48.269 operatori. Tra le regioni con maggiore presenza di aziende bio c’è la Sicilia seguita dalla Calabria, mentre per le aziende di trasformazione impegnate nel settore spicca l’Emilia Romagna seguita da Lombardia e Veneto. (Red – 7 ott)
