(11 ott) La domanda di giustizia nel nostro Paese, in termini quantitativi, appare nettamente sovradimensionata nel confronto con le altre democrazie occidentali (dal rapporto Cepej per il 2012 risulta che nel settore civile, con 4.768 contenziosi ogni 100.000 abitanti, l’Italia è al quarto posto in Europa – su 38 paesi censiti – per tasso di litigiosità, dietro Russia, Belgio e Lituania). Le cause di questo fenomeno possono ricondursi tanto a fattori culturali (quali la scarsa propensione sociale a trovare soluzione alle controversie nel dialogo tra cittadini) che tecnici (l’eccessiva complessità del tessuto normativo ingenera essa stessa un proliferare di contrasti interpretativi, la cui soluzione va inevitabilmente devoluta al giudice). Ma qualcosa comincia a cambiare. Riguardo all’area civile, l’analisi condotta dal Ministero della Giustizia sui fascicoli pendenti al primo semestre 2011 pone in evidenza una buona diminuzione rispetto all’anno 2010. Essi erano infatti 5.429.148 al 30/6/2011, con un calo assoluto di 103.068 fascicoli (pari al -1,8%) rispetto al valore rilevato al 31/12/2010 (che era pari a 5.532.216 fascicoli), ed una diminuzione di ben 397.292 fascicoli rispetto ai 5.826.4401 pendenti al 31/12/2009 (per una riduzione complessivamente pari al -6,8%). L’analisi delle pendenze per grado di giudizio evidenzia che la diminuzione è dovuta principalmente alla riduzione registratasi presso gli uffici dei Giudice di Pace, pari al -14,8% dei fascicoli pendenti, mentre nei Tribunali la flessione – seppur rilevante – è stata più contenuta. E’ stato invece confermato l’andamento crescente degli arretrati presso le Corti di Appello (+5,1% tra il 2009 ed il 2010), ma è auspicabile che le recentissime modifiche legislative introdotte in materia (art. 55 del D.L. 83/2012, convertito con Legge 134/2012) possano contribuire ad invertire il trend. In relazione all’area penale, negli ultimi due anni si è registrato che il numero totale dei procedimenti pendenti presso gli Uffici giudiziari – esclusa la Suprema Corte di Cassazione – è dapprima aumentato (+ 1,8%) tra il 31 dicembre 2009 e il 31 dicembre 2010, e poi diminuito (-0,4%) tra il 31 dicembre del 2010 ed il 30 giugno 2011.
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