SMETTERE DI ESSERE ITALIANI? È FACILE: CE LO SPIEGA SAVERIO RAIMONDO
Mentre D’Alema esce di scena, il comico, a lui poco gradito ai tempi di Red Tv, ci ritorna. Saverio Raimondo, in scena dal 23 al 28 ottobre all’Ambra alla Garbatella di Roma, veste i panni di un ex connazionale, che ha passato un anno in Svizzera, al “Centro Carla Bruni per il recupero degli italiani” e che ora è tornato in Italia, per raccontarci la sua storia, ma, soprattutto, per aiutarci a smettere. “Italopositivo – È facile smettere di essere italiani se sai come farlo” è una conferenza – un po’ raduno, un po’ terapia di gruppo, un po’ cerimonia iniziatica, un po’ “Italiani Anonimi” – che illustra le cause dell’Italia e i suoi rimedi. Stereotipi, statistiche, dimostrazioni, vilipendio alla nazione e sanitari si mescolano in un crescendo delirante sempre più logico e convincente. Un monologo salvifico e necessario, un messaggio alla nazione definitivo. Il più spettacolare reato d’opinione della storia d’Italia. Raimondo, classe 1984, è stato scoperto nel 2002 da Serena Dandini, che lo ha inserito nella squadra di autori de La Fattoria dei Comici dell’Ambra Jovinelli e di BRA – Braccia Rubate all’Agricoltura, su RaiTre. Dopo alcune esperienze su piccole emittenti universitarie, una commedia in teatro e una rubrica radiofonica su Radio Capital, nel 2007 approda a Nessuno Tv, poi divenuta Red Tv, meglio nota come “la tv di D’Alema”, dove conduce per due stagioni un suo talk show satirico, RaimondoVisione, prima di essere allontanato dall’emittente a causa di alcune gag non esattamente dalemiane. L’episodio gli garantisce alcune apparizioni a Tetris su La7. Si è anche fatto buttare fuori al primo congresso del Pdl come disturbatore: episodio che gli è valso qualche titolo sui giornali nazionali. In tv è poi apparso nel programma Stiamo Tutti Bene (RaiDue), Un Mondo alla Fine (Rai4), e più di recente è stato fra i protagonisti di Un, due, tre Stella! di Sabina Guzzanti. Scrive regolarmente pezzi satirici per Il Fatto Quotidiano. Dal vivo di solito si esibisce come stand up comedian. “Italopositivo – È facile smettere di essere italiani se sai come farlo” è il suo primo one man show teatrale, scritto con Francesco Lancia. (Red)
AL MASSIMO DI PALERMO STAGIONE DEDICATA A WAGNER
La Stagione 2013 del Teatro Massimo di Palermo sarà composta da otto titoli d’opera e tre di balletto. Il cartellone si aprirà e si svolgerà sotto il segno di un imponente progetto artistico concepito in coincidenza con il bicentenario della nascita di Richard Wagner: per la prima volta nella sua storia il teatro palermitano produrrà e metterà in scena, in un’unica stagione, “Der Ring des Nibelungen”. L’impresa, nata oltre due anni fa, è il risultato di un percorso virtuoso impresso dalla direzione del Teatro. Il “Ring” verrà allestito con la regia di Graham Vick – uno dei maggiori registi di teatro musicale di oggi, particolarmente legato al Teatro Massimo – con le scene e i costumi di Richard Hudson e le luci di Giuseppe Di Iorio: uno spettacolo appositamente ispirato e concepito per gli spazi del teatro. A dipanare le trame sonore della Sagra scenica wagneriana suddivisa in quattro opere sarà invece il direttore finlandese Pietari Inkinen. Il “Ring” palermitano sarà l’unico di nuova produzione ad andare in scena in Italia nel 2013 e sarà realizzato interamente dai laboratori del Teatro Massimo. Questo, nel dettaglio, il calendario dei quattro titoli: “Das Rheingold” (22-31 gennaio), “Die Walküre” (21 febbraio – 3 marzo), “Siegfried” (19-30 ottobre), “Götterdämmerung” (23 novembre – 4 dicembre). I cantanti coinvolti, da Franz Hawlata nel ruolo di Wotan, a Robert Brubaker in quello di Mime, a Sergei Leiferkus come Alberich, Lise Lindstrom come Brünnhilde e Christian Voigt come Siegfried, sono tutti specialisti del repertorio tedesco wagneriano e rispondono al meglio anche alle esigenze teatrali dello spettacolo. Palermo, città cara a tanti artisti tedeschi e a Wagner (che vi trascorse i mesi invernali fra il 1881 e il 1882), torna così ad “ospitare” il compositore tedesco realizzando la sua più ampia creazione musicale e drammaturgico. (Red)
A ROMA “DIARIO DI UN PAZZO” DI ANDREA RENZI
“Diario di un pazzo” è il terzo degli spettacoli proposti quest’anno dal Teatro Argot Studio di Trastevere, a Roma. Tratto da “I racconti di Pietroburgo – Memorie di un pazzo” di Nikolaj Gogol, riadattato per la scena da Andrea Renzi, racconta la storia di Propriscin, “l’impiegatuccio”, interpretato da Roberto De Francesco, che restituisce magistralmente al pubblico “una storia di ordinaria follia”. “Del personaggio centrale, Propriscin – dichiara il regista – ci interessava sottolineare il provincialismo, l’inadeguatezza che sente verso la grande città e la macchina burocratica che lo schiaccia e insieme lo esclude. Abbiamo preferito togliere i riferimenti russi per ‘assimilarlo’. Renderlo, alla lettera, simile a noi, prossimo, vicino. Gli abbiamo dato un accento di provincia italiana, dell’entroterra tra Campania e Lucania e abiti dei primi anni Cinquanta, il periodo in cui in Italia si andava formando una nuova classe impiegatizia. Le spalle di Gogol sono talmente possenti da sopportare con facilità questo spostamento. Propriscin diventa Papaleo: uno che tempera matite e fa commissioni, poco più di un impiegatuccio. Lo facciamo vivere in un armadietto a due ante: è tutto il suo mondo. Esiguo, coatto, claustrofobico. Un modo senza vie d’uscita reali. Le uniche fughe possibili sono quelle della fantasia. La sua è una storia di ordinaria follia. È nella vertigine della sua solitudine che il quotidiano progressivamente si deforma e prende corpo la sua vitalità visionaria, tenera , disperata, comica, lucida, poetica, eroica, ineffabile”. (Red)
NELLO SANTI E IL SOPRANO ADRIANA MARFISI AL SAN CARLO DI NAPOLI
Ricco programma quello del concerto che verrà diretto dal maestro Nello Santi al Teatro San Carlo di Napoli il 27 e 28 ottobre in cui si esibirà la soprano Adriana Marfisi. La scaletta prevede l’ “Overture”, la romanza “Selva opaca”, il “Rondò Passo a sei” dal “Guglielmo Tell” e la commovente aria “Bel Raggio Lusinghier” dalla “Semiramide” di Gioacchino Rossini. Eseguita per la prima volta in pubblico sotto la direzione dello stesso autore il 27 febbraio 1814, nella Sala del Ridotto di Vienna, la “Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93” di Beethoven, altra gemma sinfonica in programma per la serata, viene considerata come un ritorno ad Haydn e Mozart dopo le innovazioni della “Quinta” e della “Settima”. (Red)
“PIPPE MENTALI” AL TEATRO PETROLINI DI ROMA
Ritorna in scena dopo il successo della scorsa stagione Pippe Mentali. Il testo, scritto da Marco Avarello, vede sul palco Laura Donzella e Paolo Scannavino. Lo spettacolo, diretto da Linda di Pietro sarà in scena nella Sala Fabrizi del Teatro Petrolini di Roma dal 23 al 28 ottobre. Il testo affronta in maniera ironica e leggera un problema ancestrale e a quanto pare irrisolvibile, se non a patto di profondo impegno e radicale trasformazione del proprio pensiero e punto di vista, quello delle principali paturnie umane. Delle quali possiamo essere tutti vittime indiscriminatamente. Cosa spinge un uomo a sospettare della sua compagna? Come mai supponiamo di essere sempre argomento di discussione e derisione? Perché le donne si fanno un film mentale non appena gli uomini le rivolgono a mala pena uno sguardo? Come ci si può fissare su piccoli ed insignificanti dettagli fino a farli diventare una mania? Possibile che tutte le donne sono convinte di avere la cellulite e che questo sia una tragedia di proporzioni bibliche? Infine, dobbiamo rassegnarci al fatto che l’amore ci spinge a prendere posizioni assurde e ridicole? C’è un’ unica spiegazione a tutti questi interrogativi: Pippe Mentali. Ognuno di noi può essere vittima di sé stesso! Attraverso una carrellata di situazioni, personaggi, ritmo incalzante e brioso lo spettatore si immerge in situazioni più o meno familiari, ritrovandosi, identificandosi e fortunatamente ridendoci sopra. (Red)
