“In nome di una legge che nasce da una vicenda specifica, il caso Sallusti, che ha suscitato molto clamore e ha reso evidente a tutti che il carcere per questi reati è una pena spropositata e va cancellata per portare il nostro ordinamento in linea con quello delle altre democrazie avanzate, si colpisce in maniera vendicativa i giornalisti che disturbano i poteri che dalla stampa devono essere controllati. Non c’è potere democratico che pretende di controllare la stampa, al contrario: i paesi democratici sono tali quando la stampa può controllare i poteri ed esprimere tutti i pareri, anche minoritari”. Lo ha detto il segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italia, Franco Siddi, al Pantheon per la manifestazione indetta dalla Fnsi contro il ddl sulla diffamazione a mezzo stampa che questa mattina al Senato è stato approvato dalla Commissione Giustizia, e che domani sarà all’esame dell’aula. “Il testo che si sta preparando – avvisa Siddi nel sit-in che si è svolto proprio a due passi da Palazzo Madama – prevede un inasprimento di pene collaterali che diventano decisive per capire se si può o no svolgere liberamente attività di informazione: pensate, le multe salgono a centomila euro, il minimo di riparazione del danno in sede penale è di trentamila euro, le cause civili continuano a essere seconda linea di ritorsione o di riparazione per piegare con richieste di risarcimenti milionari i giornali che non si possono permettere una grande forza economica, lo strumento della querela temeraria”. (Sis – 23 ott)
