(7 nov) – Si rafforza l’intesa fra il ministero dell’Ambiente e il Centro per le ricerche sul cancro (Bidmc) dell’università statunitense di Harvard per capire perché, a parità di condizioni ambientali e di stile di vita, il cancro colpisce alcune persone e non altre. Lo studio del genoma umano è al centro del progetto che il ministro Corrado Clini rilancia, allargandolo anche alle imprese che fanno innovazione ambientale, per poter comprendere i meccanismi in base ai quali due persone esposte alle stesse sostanze cancerogene (l’amianto, il cloruro di vinile e così via) o ad analoghi stili di vita pericolosi (come il fumo) possono avere destini diversissimi. “Il progetto, già approvato dal Cipe, prevede un Centro di riferimento per lo sviluppo in Italia di studi sul genoma – afferma Clini – per prevenire i rischi ambientali e per difendere la salute. Per esempio, se capiremo qual è il meccanismo genetico di formazione del cancro, si potrà già in anticipo decidere chi potrà svolgere in sicurezza lavori o avere stili di vita che sarebbero pericolosissimi per altri”. (red)
