Fino al 1981 il codice penale puniva con una pena da 3 a 7 anni, analoga a quella riservata a chi incendia un motorino, l’omicidio di una donna legato “a causa di onore”. Una proposta di legge, presentata in una conferenza stampa alla Camera da Giulia Bongiorno e Mara Carfagna, alla vigilia della Giornata nazionale contro la violenza sulle donne in programma il 25 novembre, ribalta quella logica retaggio di un lontano passato, prevedendo l’introduzione del reato di “femminicidio aggravato” punito con l’ergastolo per chi, mariti o conviventi more uxorio, “considerando la donna un oggetto di proprietà”, si macchia di tale delitto “in nome dell’onore o prendendo a pretesto la violazione di norme culturali o religiose, nonché di tradizioni”. Nel dettaglio, la proposta di legge prevede di introdurre una specifica aggravante all’articolo 576 del codice penale per punire con l’ergastolo “chiunque commetta un omicidio volontario in reazione a un’offesa all’onore proprio o della famiglia d’appartenenza o a causa della supposta violazione, da parte della vittima, di norme o costumi culturali, religiosi o sociali ovvero di tradizioni proprie della comunità di origine”. Un’altra aggravante, anch’essa punita con l’ergastolo, è prevista quando l’omicidio è preceduto da anni di maltrattamenti. “La premessa di questa proposta di legge è la seguente – ha spiegato Bongiorno – Non credo che la violenza sia frutto del folle dell’ultima ora. Spesso, per giustificare o sbiadire questa violenza, si dice ‘era pazzo’”, al contrario, ha proseguito la deputata di Fli, “la violenza nasce dall’atteggiamento mentale degli uomini che pensano di avere un diritto di scelta sulle donne”. (Caf – 21 nov)
