PRATO CELEBRA ENRICO COVERI
La mostra “Coveri Story. Da Prato al Made in Italy”, fino al 18 gennaio a Prato racconta la storia di Enrico Coveri, celebre concittadino. La mostra inaugura la nuova sede della Camera di Commercio, che promuove l’iniziativa, e il suo spazio espositivo di 700 metri quadri su due livelli, frutto di un lavoro di recupero di un ex opificio industriale posto nel centro cittadino. Presentati abiti originali, bozzetti, storyboard delle sfilate, fotografie, video delle sfilate, fino alle numerosissime copertine di riviste dedicate alle creazioni di Coveri. Inoltre, una sezione documenta il suo amore per l’arte contemporanea con una selezione di opere tra cui uno dei ritratti di Coveri realizzato da Andy Warhol. Coveri, nato nel 1952, inizia giovanissimo a disegnare modelli per le industrie locali e fa la sua prima sfilata con la linea Touche nel 1973, a soli ventun anni, facendosi subito notare dall’ambiente della moda fiorentino, che in quel periodo era il più importante d’Italia. Proprio in quegli anni, bui per il nostro Paese, la moda diventa il motore della ripresa e la mostra documenterà il contesto e le peculiarità del territorio in cui Enrico Coveri sviluppa il suo talento: la tradizione di qualità e di efficienza dell’industria tessile di Prato e della Toscana, con straordinari artigiani della pelle, della paglia, del feltro, ma anche con moderne tecnologie industriali. Ricordato anche uno dei momenti cruciali della vita professionale di Coveri, quando, nel 1977, ad appena 25 anni, propone la sua prima sfilata sulla piazza di Parigi, un successo di tali dimensioni che lo lancia alla ribalta della moda mondiale. Nasce lo “stile Coveri”, con caratteristiche che rendono inconfondibili i suoi prodotti. Ancor oggi, al pari del colore, le paillettes sono riconosciute come elemento distintivo della maison, al punto che si può affermare che queste stanno a Coveri come le catene a Chanel. E poi la scelta di giovanissime, bellissime e ancora sconosciute, modelle dai nomi che saranno i più celebri del mondo come Naomi Campbell e Claudia Schiffer, e di grandi fotografi come Bill King e Oliviero Toscani per i suoi cataloghi.
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IN SVEZIA LO “SPECTACULUM SPETCATORIS” DI JODICE
In occasione del Festival delle Luci di Umea, in Svezia, il BildMuseet, il museo dell’università della città svedese, ospita fino al 13 gennaio la mostra “Spectaculum Spectatoris di Francesco Jodice nel quale presenta centinaia di ritratti in scala 1:1 che contribuiscono a formare una serie di video installazioni, le quali documentano le emozioni, le riflessioni e i silenzi dei visitatori di un museo. Si tratta di una nuova tappa del progetto del celebre fotografo napoletano che raccoglie i ritratti dei visitatori dei musei di tutto il mondo. (red)
A MILANO 100 ARTISTI PER 100 CANTI DELLA DIVINA COMMEDIA
Milano, 23 nov – Si tiene fino al 13 gennaio nella storica Biblioteca di Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano, la prima parte della mostra “Dante 100×100” che presenta le opere di 100 artisti contemporanei chiamati a interpretare singolarmente l’immortale opera del Sommo Poeta. Una Cantica, l’Inferno, 34 opere d’arte contemporanea: l’idea nasce da Giacomo Lodetti e Daniele Oppi insieme alla Libreria Bocca nel duplice intento di celebrare l’opera di Dante Alighieri attraverso l’opera degli artisti soci e aderenti della Cooperativa Raccolto. Ne è scaturita una singolare panoramica dell’arte contemporanea: dalla “Medusa” irriverente di Stefano Pizzi alla “Costellazione di dannati” di Paolo Baratella, dalla “Bufera degli Amanti” di Luigi Granetto al “Cerbero” di Ugo Sanguineti che divora un corpo di donna. La mostra è anche un’occasione importante per i visitatori per conoscere e visionare la monumentale e rarissima edizione della “Divina Commedia” illustrata e vergata da Amos Nattini negli Anni Venti. La Biblioteca Isimbardi è l’unica fra le biblioteche milanesi a porre i tre tomi imponenti a disposizione di tutti i cittadini, esponendoli su un magnifico leggio in legno pregiato, idoneo a sostenerli. (red)
CARTIER-BRESSON ALLA REGGIA DI CASERTA
Dopo il grande successo di critica ottenuto a Roma, si tiene fino al 14 gennaio presso gli Appartamenti Storici della Reggia di Caserta, la mostra “Henri Cartier-Bresson. Immagini e Parole”, organizzata dalla Soprintendenza in collaborazione con Civita, Contrasto, Magnum Photos e Fondation Cartier-Bresson. Quarantaquattro fotografie tra le più suggestive del grande maestro della fotografia in bianco e nero, accompagnate dal commento – tra gli altri – di Aulenti (il grande architetto appena scomparso), Balthus, Baricco, Baudrillard,Cioran, Gombrich, Jarmusch, Kundera, Miller, Scianna, Sciascia, Steinberg e Varda. In mostra una selezione aggiornata con nuovi contributi rispetto al progetto nato qualche anno fa, quando un gruppo di amici ha pensato di festeggiare il compleanno di Henri Cartier-Bresson (1908 -2004) chiedendo a intellettuali, scrittori, critici, fotografi o anche semplicemente grandi amici del maestro della fotografia, di scegliere e commentare ognuno la sua immagine preferita tra le tante, immortali, scattate da Cartier-Bresson. Ne è nata una selezione di capolavori unici – forse le più incisive e celebri fotografie del grande autore francese – ognuna “chiosata” dalle parole affettuose e autorevoli di intellettuali e amici come Pierre Alechinsky, Ernst Gombrich, Leonardo Sciascia, Ferdinando Scianna e molti altri ancora. (red)
A PARIGI I CANALETTO DELLA REGINA ELISABETTA
Parigi, 23 nov – Fino al 14 gennaio si tiene al Museo Jacquemart-André di Parigi la mostra “Canaletto et Guardi, les deux maitres de Venise”. Per la prima volta giungono nella capitale francese otto tele di Canaletto della Royal Collection di Londra che possiede la più importante raccolta al mondo di opere del grande artista veneto. Un prestito eccezionale concesso dalla stessa regina Elisabetta II. In esposizione in tutto 60 opere tra cui 20 Canaletto, 2 di Francesco Guardi e 6 di Bernardo Bellotto ed una decina di disegni provenienti dalla National Gallery di Londra al Museo Thyssen- Bornemisza di Madrid, dall’Alte Pinakothek di Monaco, dal Louvre, dalla Frick Collection di New York, dalla Szépmúvészeti Múseum di Budapest e dal Musée des Beaux Arts di Grenoble. E’ dal 1961 che la Francia non allestiva una mostra sulla grande stagione del vedutismo. (red)
