Sono stati oltre 15.500 gli italiani all’ estero che hanno votato alle Primarie del centrosinistra. Un dato in netta crescita rispetto al 2009 quando alle urne si presentarono quasi in 5 mila. Le percentuali parlano chiaro: i votanti all’ estero sono cresciuti del 138%, un dato più che significativo e che dimostra quanto sia alta l’ attenzione degli italiani nel mondo verso le vicende politiche del Belpaese. Pier Luigi Bersani vince anche all’ estero, conquistando 6525 preferenze pari al 42,03%. Sopra le aspettative il dato di Nichi Vendola che oltre i confini nazionali si è attestato al 25,85% con 4012 italiani che lo hanno scelto. Male Matteo Renzi che nonostante una campagna elettorale serrata non è riuscito ad andare oltre il 26,91%, pari a 4178 voti. Positivo anche il dato di Laura Puppato che ha convinto 643 italiani all’ estero (4,14%). Soltanto 105, invece, i connazionali che hanno messo una crocetta sul nome di Tabacci. Se in Europa il trend registrato si è rivelato praticamente identico a quello dell’ intera circoscrizione estero, in Nord America, invece, Bersani ha vinto con un ampio margine superando il 66% delle preferenze. Decisivi i dati arrivati dai seggi del Canada dove, eccezion fatta per Vancouver, il segretario del Pd ha vinto con percentuali superiori anche all’ 80%. New York divisa a metà: Renzi ha vinto a Manhattan per un solo voto su Bersani ma ha perso a Queens. Bersani avanti anche a Chicago, San Francisco, Los Angeles e Philadelphia. Si possono definire percentuali bulgare quelle fatte registrare dalla mozione Bersani nelle Primarie in Sud America. Il segretario del Partito democratico, infatti, ha superato quota 83% con 1468 voti. Negativi i risultati di Vendola e Renzi appaiati a quota 7,5%. Tra i seggi più interessanti allestiti all’ estero, massima attenzione è stata riservata a quelli del Cairo, di Amman e di Tunisi. Non tanto per i numeri che, ovviamente, sono riassumibili in poche decine, quanto per l’ importanza simbolica che la coalizione ha voluto dare a quelle città diventate punti nevralgici della politica internazionale. Ad Amman, in Giordania, si sono presentati al seggio in 37, a Il Cairo in 34: vittoria di Nichi Vendola in entrambi in seggi. A Tunisi, dove i votanti sono stati 51, ha vinto Bersani.
A commentare il voto Eugenio Marino, Coordinatore per le primarie all’estero: “È aumentata del 138% la partecipazione degli italiani all’ estero rispetto alle primarie del 2009, a conferma della fiducia dei nostri connazionali nella politica del centrosinistra” ha dichiarato Marino. “All’ estero hanno votato 15.523 persone in 136 seggi dislocati in 113 città di 19 paesi, coprendo un territorio che tocca tutti e cinque i continenti dell’ intera Circoscrizione estero”. “Tra questi elettori – prosegue Marino – 5.585 hanno potuto votare online direttamente da casa con una modalità che ha consentito di partecipare a questo importante passaggio democratico anche a chi viveva in luoghi ove era impossibile allestire un seggio”. “Hanno votato 6.911 italiani in Europa, 1.766 in America Meridionale, 721 in America Settentrionale e centrale, 540 in Asia/Africa/Oceania/Antartide e 5.585 con il sistema online. Tra questi – sottolinea Marino – il 42,03% dei consensi è andato a Bersani con 6.525 voti, il 26,91 a Renzi con 4178 voti, il 25,85 a Vendola con 4012 voti, il 4,14 a Puppato con 643 voti e lo 0,68 a Tabacci con 105 voti”. “Uno straordinario risultato di partecipazione che ci incoraggia a continuare il lavoro di radicamento e coinvolgimento delle nostre comunità nel mondo e per il quale ringraziamo le migliaia di nostri iscritti, militanti e volontari che, – conclude Marino – anche in condizioni di disagio e di disaffezione alla politica, sottraggono tempo alle proprie famiglie e ai propri hobbies per dedicarlo all’ Italia”. (26 nov – red)
