I consumi delle famiglie italiane resta giù, anche a Natale, anche per il cenone. Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori, a novembre c’è stata una “frenata” del carrello della spesa, che, però, resta comunque troppo caro per le tasche delle famiglie, mantenendosi superiore al tasso d’inflazione di un punto secco percentuale. E i consumi sono diminuiti ancora: le buste della spesa si sono svuotate del 3% e il 68% delle famiglie ha già ammesso che celebrerà il prossimo Natale in modo più modesto per colpa della crisi. “D’altra parte – rileva la Cia – se aumentano i costi per bollette e trasporti, gli italiani devono tagliare da qualche altra parte”. Questo vuol dire prima di tutto che si tagliano di netto cene fuori e dolci della domenica, con un calo nei ristoranti (-5%) e nelle pasticcierie (-11%). Ma non solo. Oggi ben il 34% delle famiglie italiane (7,4 milioni) dichiara di optare ormai per prodotti “low-cost” o di qualità inferiore, mentre il 28% (6,5 milioni) ammette di rivolgersi quasi esclusivamente ai discount, ricercando tout-court sconti e promozioni commerciali. (Red – 2 dic)
